Semplici bottigliette d’acqua di plastica, liscia o frizzante, possono costare ai cittadini anche più del dovuto. È quello che ci ha fatto notare, nel nostro consueto programma Appuntamento con Trani del 20 settembre, Antonio Procacci, portavoce di Trani a capo, novello di dimissioni.
Procacci era ospite in studio insieme al presidente del consiglio comunale Fabrizio Ferrante. In merito alle spese sostenute dal consiglio comunale, Procacci disse: «È giusto che sindaco, consigliere, assessore, vedano riconosciuto il proprio lavoro e il proprio tempo. Svolgono un lavoro che sottraggono alla propria famiglia. Ma secondo me queste sono sciocchezze rispetto ai soldi che vengono movimentati da un comune. Noi dobbiamo essere più attenti alle spese che vengono fatte quotidianamente dal comune. Vi faccio un esempio. Ho letto che sono stati spesi 240 euro di bottigliette d’acqua nelle due sedute comunali. Perché le bottigliette sono state comprate al bar e non al distributore o ad un supermercato? Parlo di una sciocchezza, ma sapete quante ce ne sono? Con questo non voglio dire che contesto l'acquisto, ma solo la spesa».
Queste dichiarazioni erano state fatte da Procacci dopo due sedute consigliari. E ieri, alla terza seduta del consiglio comunale, che si è protratta fino alle 2 della mattina, non sono mancate bottigliette di plastica per tutti, come testimonia la nostra foto, che però riprende solo i banchi della maggioranza, quelli che contavano 21 seggi.
Solo due consigliere comunali, Antonella Papagni e Luisa Di Lernia, del Movimento 5 stelle, per tutte e tre le sedute hanno portato la loro bottiglietta di acqua in plastica ecosostenibile.
Potrebbe trattarsi di una sciocchezza, come ha detto Antonio Procacci, ma, calcolatrice alla mano, è chiaro che si potrebbero risparmiare molti euro. Se ad esempio considerassimo 240 euro per ogni 2 sedute (ipotizzando che ci siano sedute in cui i consiglieri consumino solo una bottiglietta d'acqua), per ogni sei sedute si spenderebbero ben 1440 euro. In pratica, un mese di stipendio di un consigliere.
Federica G. Porcelli

