Sul programma triennale dei lavori pubblici 2015-2017, il primo intervento è stato di Barresi (Lista Emiliano): «Il 2015 sta per finire, quindi credo che dovremmo parlare, invece, di piccole opere, più utili per la cittadinanza, entro il biennio 2016-2018, da confermare nel preventivo di bilancio dell'anno prossimo. Sarebbe importante anche un lavoro sulle spiagge libere, che devono essere adattato alle esigenze dei cittadini diversamente abili».
Laurora T. (Pd): «Questo è un libro dei sogni. In passato, come consigliere di minoranza, ho chiesto lumi al dirigente dell'ufficio tecnico, che dovrebbe dirci se esistono effettivamente progetti da portare a termine, ma non mi è stata data risposta».
Lima (Fi):«Voglio sapere che volete fare in via Polonia, con il muro di villa Bini, e con il project financing del cimitero, di 28 mila euro. Inoltre, su Palazzo Beltrani sono stati investiti 500 mila euro ma vorrei capire per cosa: ci sono un responsabile sicurezza? Un responsabile antincendio? Un responsabile di primo soccorso? A che punto è la sua manutenzione?»
Tomasicchio: «Questo elenco è lo stesso da molte legislature e non abbiamo mai trovato concretizzazione. Ai sensi dell'art.128 comma 6 un'opera pubblica, per essere inserita nel piano annuale e poi triennale, deve essere accompagnata, se inferiore a 1 milione di euro, da uno studio di fattibilità. La mia domanda è questa: "Le opere inserite nell'elenco annuale sono dotate dei documenti richiesti dall'art.128 comma 6 o sono la mera riproposizione di un elenco che si trascina da tempo immemorabile di amministrazione in amministrazione?». Inoltre, Tomasicchio ha chiesto perché all'interno del piano non ci siano dei piani per la messa in sicurezza di alcune strade rurali.
Papagni (M5s): «Nel piano non c’è un progetto per la fogna bianca e per la fogna nera a Trani nord e Trani sud. Inoltre, vorrei capire perché palazzo Beltrani è sempre un pozzo senza fondo di soldi, quando è stato ristrutturato nel 2003-2004».
Corrado (Area popolare): «Ho letto sulla stampa che sarà fatta una short list di esperti per intercettare i finanziamenti europei e regionali, ma sono stati fatti gli studi di fattibilità? Con quali progetti? Poi non leggo qualcosa sul contratto di quartiere e sui fondi sulla rigenerazione urbana, che furono attinti nell’amministrazione Tarantini ma che sono spariti. E si sono persi troppi finanziamenti, nel frattempo»
Nel nuovo piano triennale delle opere pubbliche, il dirigente dell'Ufficio tecnico, Giovanni Didonna, ha confermato che ci saranno molti fondi per la scuola pubblica. Si tratta di soldi messi a disposizione dal ministro delle infrastrutture che saranno inercettati per le scuole (260 mila euro alla De Amicis), in particolare per la prevenzione incendi, perché alcune scuole non hanno anche la fattibilità e non hanno mai avuto una verifica di sicurezza statica».
Per quanto riguarda invece la fogna bianca, rispondendo a Papagni, Di Donna dice: «Il Comune di Trani, nell'area dei lavori pubblici, non ha un elenco dell'estensione della fogna presente a Trani, quindi non si può ampliare o mettere in sicurezza la fogna se non si conoscono l'estensione e le caratteristiche importanti della stessa».
Da Francesco Laurora (Verdi) sono giunte richieste di chiarimenti «sull’effettiva disgregazione della mappa della rete fognante della città, soprattutto con riferimento alle periferie. Inoltre, il consigliere ecologista ha chiesto «che fine abbiano fatto i lavori di adeguamento del depuratore, fino allo scorso anno inclusi nel programma e quest’anno scomparsi».
Michele Lops (Più Trani) era in maggioranza quando si approvò il Pug, «ma oggi manca ancora il Piano dei servizi, in assenza del quale i costruttori proponenti i Piani urbanistici esecutivi dettano legge e ci ritroviamo senza le aree attrezzate da consegnarsi alla collettività».
Da segnalare la distonia dei voti in seno alla coalizione di Florio: Corrado contrario, Florio e Merra astenuti. Divergenze anche nell’ex coalizione di Emanuele Tomasicchio: astenuto De Toma (Fi), contrari Lima (Fdi) e Tomasicchio. Florio ha motivato così: «Le lacune sono enormi, ma questo piano nasce in un’epoca storica particolare e quest’opposizione, non distruttiva, riconosce all’amministrazione lo sforzo che sta compiendo nel poco tempo che ha avuto a disposizione».
Il provvedimento è stato approvato con 20 voti favorevoli, 7 contrari e 4 astenuti.

