Sul piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, Raimondo Lima (Fdi) è tornato a chiedere ufficialmente chiarimenti sulla locazione del locale danzante e del ristorante di piazza Marinai d’Italia: «Contratti conclusi e affidamenti anomali sui quali ho chiesto, invano, risposte scritte dagli uffici».
Anna Maria Barresi (Lista Emiliano) tira un sospiro di sollievo per il trasferimento delle spese per gli uffici giudiziari al Ministero competente. Finora abbiamo pagato fitti annuali per oltre un milione, adesso dobbiamo pretendere che lo Stato ci paghi il fitto dei nostri immobili, così come la manutenzione ordinaria e straordinaria».
Maria Grazia Cinquepalmi (Trani a capo) ritiene che «i valori di stima degli immobili da alienare vanno aggiornati secondo i nuovi prezzi di mercato. Ma quello che non si comprende è il criterio con cui si operata la distinzione fra i beni da alienare e quelli da valorizzare».
Emanuele Tomasicchio ha ammonito circa «il rischio di alienare immobili su cui è tuttora pendente un giudizio, e che potrebbero essere riconosciute non di proprietà del Comune, ma di privati». Il riferimento è all’ex macello comunale, già oggetto di vendita e, poi, di revoca, sul quale pende anche un sequestro giudiziario per rischio di contaminazione da amianto.
Corrado (Area popolare) ha chiesto che l’immobile di piazza Marconi sia venduto: «Rende poco la locazione, meglio alienarla quella palazzina».
Polemiche per un emendamento proposto dal Movimento cinque stelle, ma dichiarato irricevibile per problemi di carattere regolamentare. Ma i penta stellati avevano intravisto la violazione di una norma costituzionale, di cui l’amministrazione non avrebbe tenuto conto.
Il provvedimento, anche e soprattutto per questo motivo, che ha compattato la minoranza, è stato approvato con 20 voti favorevoli, 11 contrari e 2 assenti (De Laurentis e Lapi, entrambi giustificati).

