«Serve impegno comune per intervenire su questi giovani, che vivono in uno stato di disagio e terrorizzano la gente per vincere la frustrazione»: è quello che ha detto Carlo Maria Capristo, in merito all'arresto del giovane 19enne implicato nell'omicidio di Biagio Zanni. Insieme a lui, sono stati portati in una comunità due minorenni, ovvero un 15enne ed un 17enne. Il 17enne, tra l'altro, non frequenta alcun istituto scolastico. I due minorenni sono indagati per rissa aggravata, ma anche omicidio. Sembrerebbe che ci sia implicato anche un terzo minorenne, ma non è chiaro a che titolo. Il quadro della rissa, infatti, non è ancora perfettamente chiaro.
I giovani frequentavano spesso le palestre, per allenarsi a "battersi": «Questi giovani frequentano palestre non per sport, ma per prepararsi fisicamente ad esercitare la violenza. Quasi sempre sono coadiuvati ed istigati da maggiorenni», ha spiegato Capristo. E infatti all'interno di questo atroce quadro ci sarebbero anche dei maggiorenni, istigatori della rissa. Le indagini sono tuttora in corso, e coinvolgono anche il tribunale dei minori di Bari.
I giovani coinvolti nella rissa hanno infierito contro Zanni, a terra e disarmato, in tre contro uno. Inoltre, il giovane 34enne morto non era coinvolto nella rissa, ma ha solo cercato di difendere un amico, indagato per rissa.
Federica G. Porcelli


