Il simbolo del suo ex impero resta il palazzo di vetro di via Montegrappa, oggi parzialmente occupato dell’Ufficio Unep del Tribunale di Trani ed ancora, per pochi mesi, dalla Società trasporti provinciale.
In quell’immobile l'imprenditore Romualdo di Corato, venuto a mancare ieri, a Trani, all'età di 75 anni, aveva fondato il suo centro direzionale che arrivò a dare lavoro a diverse centinaia di persone, spalmando la sua attività fra la costruzione di strade, autostrade ed argini di fiumi e bacini. Fra le altre, porta la sua firma parte della terza corsia dell'autostrada A1, nel tratto emiliano-romagnolo.
La parabola discendente sarebbe cominciata agli albori degli anni ‘90 e si sarebbe chiusa nel 1996: la vertenza dei dipendenti non permise di salvare i posti di lavoro, ma in molti si sarebbero reinventati altre occupazioni.
Nel frattempo, le sue proprietà sarebbero uscite dalla curatela fallimentare: fra queste, oltre via Montegrappa, palazzo Bianchi e l’immensa residenza compresa fra via Malcangi e lungomare Cristoforo Colombo, prossima ad una lottizzazione a discapito dell’immenso patrimonio arboreo che custodiva.
