In collegamento video all’inaugurazione della sede di Libera Trani, don Tonio Dell’Olio, responsabile di Libera International: «Mafia, in arabo, significa “non c’è”, vale a dire “fare tutto non facendo sentire la propria presenza”. Purtroppo, da noi c’è ed anche tanto. Ricordo i tempi della mafia del Brenta e della banda della Magliana, fenomeni che si faceva fatica a classificare come mafiosi, applicando il 416 bis. Oggi, quella riflessione è assolutamente fuori luogo perché viene definita mafia qualsiasi sistema, consorteria che persegue l’arricchimento attraverso la corruzione ed il collegamento con altri poteri. Dunque, il primo obiettivo di Libera deve essere la capacità di riconoscere questo sistema e, quindi, non la mafia, ma la mafiosità».
La raccomandazione di Dell'Olio è di non voltarsi dall'altra parte ma anche di «agire locale e pensare globale: infatti, oggi non c'è alcuna forma di mafia che non abbia collegamenti internazionali, dagli scafisti agli sfruttatori della prostituzione, dai trafficanti di droga ai manipolatori di capitali. Sarebbe importante che Trani non si chiuda, anzi cooperi con altri presidi all'estero, dall'Europa all'America latina».
Però, bisogna comunque tenere alta la guardia: non delegare a Libera «supponedo che adesso ci sono e se la vedono loro. Non è così, anzi, la mafia dovrà temere sempre più la scuola che le forze di polizia. Noi siamo un'antenna, in grado di intercettare fenomeni che non sono solo di violenza esercitata, ma di mentalità sbagliate, comportamenti da cambiare cambiando le mentalità».
Dell'Olio ha parlato anche della difesa dei diritti, facendo notare come debba essere lo Stato a garantirli, perché, in caso contrario, le mafie potrebbero concederlo come favore: «Il lavoro deve darlo lo Stato, il denaro devono prestarlo le banche. A Napoli, le mafie sono arrivate ad aprire uno sportello bancario non praticando interessi usurari, ma andando incontro ai bisogni della gente per catturare consenso e fare i propri interessi. Pertanto, l'augurio che faccio al presidio di Trani è scrivere una pagina nuova davvero, con la partecipazione di tutti».

