Nel nostro programma radiofonico Appuntamento con Trani dell'11 ottobre ci siamo confrontati con due consiglieri comunali, Raimondo Lima, di Fratelli d’Italia e Diego Di Tondo, della Lista Emiliano, su diverse tematiche che riguardano la vita amministrativa del comune di Trani. L’articolo completo sarà sul prossimo numero de Il giornale di Trani.
Passando a parlare della quarta commissione, di cui entrambi fanno parte, ecco cosa è emerso dal confronto. Insieme a Franco Laurora (Verdi), Giacomo Marinaro (Pd) e Antonella Papagni (M5s), Lima e Di Tondo dovranno occuparsi di lavori pubblici, centro storico, servizi cimiteriali, giardini e verde pubblico, ecologia, ambiente, salvaguardia della costa e viabilità. E proprio Papagni ha sollevato già una questione in merito alla commissione affari istituzionali, annunciando che devolverà il suo gettone, per la prima riunione, dichiarata improduttiva, alla farmacia sociale.
Lima e Di Tondo sono concordi nel dire che avere un consigliere pentastellato in commissione significa avere un “garante” anche se, spiega il consigliere d’opposizione: «Non ce ne sarà bisogno, perché siamo tutte persone responsabili. Abbiamo deciso, nell’ultima riunione, con il presidente, che, anche se l’attuale regolamento approvato dalla Iaculli prevede il tetto massimo di una commissione a settimana, qualora non sia sufficiente, come credo non lo sarà, svolgeremo comunque commissioni anche senza essere retribuiti».
Di Tondo conferma: «Decideremo di incontrarci in base al lavoro, perché l’intervento del commissario era fatto in chiave economica, visto gli sperperi che, a suo dire, erano stati fatti in passato. Ma nessuno ci impedisce di riunirci. Noi ci riuniremo consapevoli del fatto che magari solo una commissione a settimana verrà retribuita. Questo solo in chiave del benessere della città». Non ci sarà neanche bisogno di cambiare il regolamento perché, spiega ancora Di Tondo, «è una nostra forzatura. Bisognerà vedere il lavoro da farsi, in maniera semplice. È stato chiesto il parere del segretario generale in merito che ha confortato la nostra tesi».
«Se poi il segretario generale ci dice che non possiamo riunirci – spiega Lima – è chiaro che in affari istituzionali a maggioranza eventualmente deciderà di cambiare il regolamento».
Lima è anche vicepresidente della commissione a dimostrazione, secondo Di Tondo, «della volontà di offrire un ruolo alla minoranza, nell'ottica di una politica virtuosa».
Federica G. Porcelli



