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Aquila azzurra Trani: «Sport e strutture, un connubio sempre più delicato»

La città ormai è diventata un unico coro di lamentele, a cui però noi come associazione sportiva non avremmo mai voluto unirci e non per partito preso, ma perché nel momento in cui ci si lamenta di qualcosa, significa che c’è qualcosa che non va. Quando si parla di sport, si vorrebbe sempre sottolineare il divertimento e la condivisione che lo caratterizzano ma purtroppo quando non è possibile vivere lo sport come momento di divertimento, condivisione e crescita c’è qualcosa che non va, allora bisogna fare qualcosa.

La stagione sportiva ormai è alle porte e per prepararsi al meglio per le gare è necessario disporre almeno del minimo indispensabile per farlo. La società c’è, i tecnici ci sono e gli atleti tanti, tantissimi. Ma dove ci alleniamo? Quest’anno più che mai ci siamo ritrovati in una situazione a dir poco spiacevole che ci ha fatto scontrare con una dura realtà.

Primo problema: noi partecipiamo al campionato di serie C e per questo la Federazione ci impone la partecipazione obbligatoria a tre campionati giovanili. Due campionati giovanili hanno preso il via l’11 ottobre. Parteciparvi significa iniziare la preparazione almeno il 1 settembre, coinvolgendo due gruppi di allenamento per un totale di circa 30 atlete.

E poi c’è la serie C, il campionato principale, il più impegnativo. Con una squadra quasi del tutto tranese e con molte atlete alla loro prima esperienza nel massimo campionato regionale, il lavoro deve essere più intenso e più costante. Ma gli spazi di allenamento a disposizione non sono sufficienti e ci si deve “accontentare”.

Si potrebbe anche rinunciare alla partecipazione ai campionati, ma questo costa, non solo economicamente (è prevista una multa per ogni campionato a cui non si partecipa) ma anche moralmente, impedendo ai nostri atleti di confrontarsi con altre realtà.

Parliamo quindi di circa 50 atlete costrette ad allenarsi quasi elemosinando gli spazi per ottenere una preparazione minima ai campionati di competenza.
Tutto questo nell’unica struttura a disposizione, il Pala Ferrante (Tensostatico Comunale).

Noi ci chiediamo: è mai possibile programmare una stagione dovendo fare affidamento dal 1 settembre solo su una struttura comunale e in condivisione con tante altre società?

Le strutture scolastiche, se concesse, non sono disponibili prima di ottobre/novembre (per essere ottimisti), dato che bisogna attendere la delibera dei vari consigli d’istituto. Allora ci chiediamo: perché le scuole non possono essere messe a disposizione delle società sportive secondo un accordo per anno solare e non per anno scolastico?

In questo modo, la pausa estiva e la ripresa delle attività scolastiche non vanno a ritardare l’inizio delle attività di ogni associazione sportiva.

Altra questione, la tipologia delle strutture. Le uniche palestre omologabili per lo svolgimento delle gare dei vari campionati (secondo le regole imposte dalla Federazione Pallavolo) sono quelle dell’IISS Aldo Moro e del Liceo Scientifico Vecchi, ma qui apriamo un altro capitolo. Pur ottenendo l’autorizzazione della Provincia (ente che gestisce le suddette palestre), per poter accedere alle stesse ci si trova di fronte ad un ulteriore problema: l’ostilità da parte di chi le gestisce.

Le scuse addotte per evitare che le associazioni sportive tranesi utilizzino queste strutture ormai rasentano la fantasia più assurda: la mancanza della lampadina di un faro esterno alla struttura, scarsa illuminazione interna (non ci sembra che le altre palestre siano illuminate a festa), problemi di sicurezza (ma non è invece più sicuro?).

Il peggio arriva quando ci si arroga il diritto di decidere ancor prima d’interpellare il Consiglio d’Istituto, semplicemente con un “invito” alle associazioni a smetterla di richiedere l’utilizzo della palestra scolastica nelle ore pomeridiane perché tanto è inutile, non ci entreranno mai.

Eppure nel Regolamento per la concessione delle palestre scolastiche della provincia BAT art.6 “ci sembra” di leggere che:

- gli impianti sportivi scolastici provinciali e le palestre scolastiche sono destinati all’uso pubblico e alla pratica dello sport agonistico, dilettantistico e professionistico, per il tempo libero dei cittadini nonché per favorire l’aggregazione e la solidarietà sociale.

Inoltre, avviate le attività di minivolley solo i primi di ottobre dopo due settimane di lezioni, ci ritroviamo a dover rinunciare ad un orario, causa nuove richieste da parte di altre società, con un gruppo di bambini e bambine di 8-9-10 anni che non sanno se e quando potranno avere a disposizione nuovamente le due ore di lezione settimanali.
A voi le dovute conclusioni.

Allora cara Trani, questa è la situazione. A tutti piace vincere, a tutti piace la serie A, la serie B e la serie C. Ma l’unica cosa che meritiamo di fronte a tutto ciò è a malapena un torneo di minivolley.

Noi però siamo testardi, a costo di scontrarci con queste realtà noi ci proviamo ugualmente, per cui affronteremo un campionato di serie C con il 90% di atlete tranesi partite dalla seconda divisione tre anni fa ed allenatosi a malapena 3 volte a settimana e affronteremo un campionato di under 18 pur non avendo avuto la possibilità di far allenare questo gruppo insieme. Porteremo avanti il progetto maschile nonostante i nostri piccolini si siano dovuti allenare per un mese presso la nostra sede e solo dalla scorsa settimana hanno iniziato l’attività in palestra, mentre i grandi sono in attesa di sapere se e quando potranno iniziare ad allenarsi.

Ci auguriamo che questa non sia solo una nostra riflessione ma una riflessione di tutti, questa situazione deve cambiare perché tutto questo è un male per la società dei giorni nostri e perché non fa altro che allontanare i nostri ragazzi dallo sport spingendoli verso ben altro.

Ufficio stampa Aquila Azzurra


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