Biblioteca comunale. La montagna ha partorito il topolino. A quattro mesi dall'elezione del sindaco, tra proroghe, affidamenti diretti e una gestione senza titolo per 15 giorni, ci ritroviamo un bando di gara che prevede soltanto 18 mesi di gestione. Come dire che neanche il tempo di aggiudicarla che già bisognerà pensare alla gara successiva.
Diciotto mesi a partire, udite udite, "presumibilmente" dal 1 gennaio 2016. Mettiamo le mani avanti, non si sa mai.
Ma il punto non è questo. La gara (da 180mila euro) è stata pubblicata il 16 ottobre e le offerte vanno presentate entro il 4 novembre: appena 13 giorni, escludendo sabati e domeniche. Sul disciplinare di gara ci sarebbero da dire tante cose, ma sempre a proposito di date, ce n'è una che ha destato la nostra attenzione: 23 ottobre 2015, cioè parliamo di 5 giorni dalla pubblicazione della gara (sempre ad esclusione del sabato e della domenica). Bene, il disciplinare prevede che nella busta dell'offerta vada inserita anche l'attestazione di avvenuto sopralluogo, che deve appunto avvenire entro quella data, cioè fra appena 5 giorni. A pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci s'azzecca.
Come dicevo, sul disciplinare di gara ci sarebbero da dire diverse cose, ma c'è un altro aspetto che ci lascia alquanto perplessi. Mi riferisco ai criteri di aggiudicazione: il bando prevede fino ad 8 punti in caso di conferma degli operatori attualmente impiegati in biblioteca. E' quella che viene chiamata clausola sociale, che nel caso di cambio di gestione di un servizio pubblico prevede l’impegno della ditta aggiudicataria ad assorbire il personale alle dipendenze del precedente gestore, al fine di di assicurare la continuità del servizio e dell’occupazione lavorativa. Diciamo che nel caso della biblioteca la condivido pienamente, nella gran parte dei casi no.
Ma non è questo il punto. La clausola sociale può rappresentare un'indicazione preferenziale, non può essere un requisito a valere sul punteggio. Mi spiego meglio: posso scegliere chi si impegna a riassumere il personale del precedente gestore, ma a parità di punteggio, non attribuendo punti in più. Su questo si è pronunciata anche l'Autorità Anticorruzione (parere n. 30/2014 del 6 giugno 2014), che chiarisce come la clausola sociale non debba avere incidenza sulla fase di gara, per "l’impossibilità di costituire barriere all’ingresso, nella forma della richiesta di elementi di ammissibilità dell’offerta”, pena la discriminazione o il pregiudizio di talune categorie di imprenditori. Nel parere si rileva che, in sede di gara, la clausola non può comunque introdurre una prescrizione che "assurga a requisito di capacità economico-finanziaria o tecnico-organizzativa che il concorrente deve avere per partecipare alla gara" e "stabilisca un criterio di valutazione ad hoc della migliore offerta".
Domani mattina segnaleremo questo errore al Sindaco, suggerendogli la modifica del disciplinare, così da evitare eventuali ricorsi che, alla luce del parere dell'Anac, verrebbero certamente accolti, costringendo il Comune al ritiro della gara (cosa non nuova al Comune di Trani) e a un allungamento dei tempi (con conseguente necessità di ricorrere a proroghe e/o affidamenti diretti).
Approfitteremo per chiedere al sindaco di modificare i tempi della gara, prevedendo almeno 30 giorni (esclusi sabati e domeniche) per la presentazione delle offerte ed almeno 15 giorni per effettuare il sopralluogo, a partire dalla data della pubblicazione del disciplinare corretto e non certo dal 16 ottobre. Tutto ciò per consentire una maggiore partecipazione alla gara e renderla, dunque, una gara vera.
Con i tempi previsti dal disciplinare saremmo invece pronti a scommettere sia sul numero di partecipanti che, persino, sul nome del vincitore. Anche se francamente penso che non ne valga la pena, perché il vincitore su cui scommetteremmo quoterà non più di 1.01.
Antonio Procacci (portavoce Trani a capo)

