Un mese fa moriva Biagio Zanni, per effetto di due coltellate nel corso di una rissa al porto di Trani nella quale si frappose in difesa di un amico. Ieri, 20 settembre, nella chiesa di Santa Chiara, si è tenuta la messa di trigesimo per ricordare il trentaquattrenne prematuramente scomparso.
E sempre ieri, quasi contemporaneamente, nella Prefettura di Barletta-Andria-Trani partivano ufficialmente i lavori del nuovo gruppo di coordinamento istituito dal prefetto, Clara Minerva, per la prevenzione della devianza e disagio giovanile.
Il rappresentante del Governo aveva anticipato la realizzazione di tale progetto nel corso della conferenza stampa dello scorso 1mo ottobre, durante la quale il procuratore, Carlo Maria Capristo fornì i dettagli circa l'arresto del primo giovane ritenuto responsabile di concorso anomalo in omicidio e rissa aggravata: Gianluca Napoletano, 19 anni, è tuttora in carcere per effetto del rigetto dell’istanza di trasferimento ai domiciliari sia da parte del Gip, Rossella Volpe, sia da parte del Tribunale del riesame.
Da lì a pochi giorni sarebbe finito nel carcere minorile anche uno dei due fratelli coinvolti nella rissa, e segnatamente il 15enne, che pare verosimilmente l'autore materiale delle coltellate che hanno ucciso Zanni. Resta grave il quadro delle accuse anche per il fratello 17enne, mentre restano indagati altri tre soggetti, due dei quali minorenni, mentre il maggiorenne è proprio l'amico di Zanni che deve rispondere, in ogni caso, dell'ipotesi di rissa aggravata.
Pertanto, mentre si definisce l'inchiesta giudiziaria da un lato, dall'altro si prova a voltare pagina con un'iniziativa che, se non restituirà la vita a Biagio Zanni, potrebbe almeno aprire uno squarcio di sereno sulla difficile gestione dei giovani, e soprattutto minorenni, con riferimento al modo in cui trascorrono il tempo libero.
Il tavolo si propone «un’analisi approfondita di fenomeni quali il bullismo, dipendenze dall’alcool, uso di sostanze stupefacenti, internet e social network, vandalismo – spiega il prefetto -, promuovendo un lavoro integrato e congiunto tra istituzioni e società civile attraverso il coordinamento di iniziative e progetti innovativi e sperimentali per fronteggiare adeguatamente le problematiche di minori ed adolescenti, con il coinvolgimento di famiglie e scuole»
Seguirà, a breve, un incontro del gruppo di lavoro con i dirigenti scolastici, allargato ai responsabili dei servizi sociali dei comuni, per realizzare un primo confronto con il mondo della scuola.
Al tavolo hanno partecipato il procuratore minorile e rappresentanti del Tribunale dei minorenni, nonché esponenti di Università di Bari, Ufficio scolastico provinciale, Asl Bt, Provincia, comuni capofila dei distretti socio-sanitari, forze dell’ordine, Garante regionale dei diritti dell’infanzia e adolescenza, Unicef regionale.


