Si profila una soluzione vantaggiosa per tutti per stoppare l'addio da Trani, entro il 2018, dell'Ufficio territoriale dell'Agenzia delle entrate. Il servizio resterebbe in città e, probabilmente, non cambierebbe neanche sede.
In realtà, i 38 dipendenti dell'Ufficio di via Margherita di Borgogna si sistemerebbero tutti al piano terreno dello stabile, che è quello normalmente utilizzato per l'accesso al pubblico, lasciando liberi il primo ed il secondo piano dell'edificio. E qui arriverebbe la vera novità, perché potrebbe trovarvi casa il Tribunale fallimentare, che ha tuttora sede presso palazzo Gadaleta, in piazza Trieste.
Il presidente del Tribunale, Filippo Bortone, da tempo manifesta la necessità che quella sezione degli Uffici giudiziari lasci lo stabile sul porto, già oggetto del sequestro di due porzioni e che, nella parte restante, tuttora agibile, ha comunque una serie di problemi di vetustà che potrebbero, nel tempo, arrecare nocumento ad operatori e utenti del servizio.
Già una parte di quella sezione del Tribunale, l’Unep, da circa due anni, si è trasferita presso l'immobile di via Montegrappa, di proprietà dell’Amet. Adesso l'ipotesi di via di Borgogna potrebbe essere quella utile a lasciare libero lo stabile nel centro storico per i necessari lavori di restauro. In questo modo, il Ministero della giustizia pagherebbe al proprietario dell'immobile il fitto di due livelli, mentre l'Agenzia delle entrate il canone per il solo piano terreno, riducendo del 66 per cento il canone attuale, di circa 220mila euro annui.
L’altra ipotesi, sulla quale comunque si potrebbe anche lavorare, è quella già proposta dai dipendenti, e segnatamente dal sindacato Flp, vale a dire l'accorpamento con l’Ufficio del territorio presso lo stabile di via Beltrani, occupando in questo caso il piano superiore di quel palazzo non prima dei necessari lavori di adeguamento e cablatura.
Di questo si è parlato presso la Direzione regionale delle entrate della Puglia, nel corso di un incontro tra i vertici dell’agenzia pugliese ed il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, accompagnato dal coordinatore regionale della Flp Finanze, Michele Giuliano. Il direttore regionale, Giovanni Achille Sanzò, ha illustrato la proposta dell’agenzia di chiudere cinque uffici territoriali in Puglia, in armonia con l’indirizzo legislativo di riduzione dei fitti per le amministrazioni pubbliche.
In particolare a Trani i costi sarebbero elevati, mentre a Barletta sarebbe possibile allocare quasi tutto il personale, attualmente in servizio a Trani, senza aggravio dei costi di locazione. Bottaro, però, ha detto che «la chiusura dell’ufficio di Trani procurerebbe un ulteriore danno non solo ai cittadini tranesi, ma a tutta l’utenza del circondario, che trova più comodo e funzionale rivolgersi a Trani, anziché Bari».
Per questi motivi, dunque, il sindaco ha proposto di farsi «da intermediario tra altri uffici pubblici in cerca di allocazione in Trani e la proprietà, per razionalizzare gli spazi di via di Borgogna e ridefinire il canone di affitto in termini più consoni alle esigenze poste dalla legge». Nesusn riferimento esplicito al Tribunale fallimentare, ma la soluzione sarebbe proprio quella.
Sanzò si è reso disponibile «a trovare soluzioni favorevoli alle esigenze delle utenze servite da Trani, non ultima, con l’approssimarsi dell’unificazione con l’ex Agenzia del territorio, l’utilizzo, in toto o in parte, della sede del “catasto”, in via Beltrani». Soddisfazione in casa Flp: «Le soluzioni proposte – dice Giuliano - sono in linea con il pensiero dei lavoratori e le necessità dell’utenza, evitando una mobilità inutile».

