"Il piano delle antenne e stazioni radiobase fu approvato nel 2004 e, da allora, non è stato mai adeguato. Questo ha determinato lacune che prestano il fianco a nuove installazioni cui si fa fronte nell'incertezza: pertanto, questo è il momento di riprendere in mano quel piano e modificarlo in armonia con le nuove norme e nel rispetto deĺle esigenze dei cittadini. Confidiamo che quest'amministrazione lo faccia".
Così Michele di Gregorio, segretario dei Verdi di Trani, aprendo l'incontro tematico sul tema delle antenne, tenutosi nei pressi della villa comunale.
Peraltro, le verifiche sulle emissioni degli impianti non si sono mai fatte, ed è anche su questo che il sindaco, Amedeo Bottaro, ha anticipato per mercoledì prossimo la prima riunione di un gruppo di lavoro di cui farà parte, come consulente, anche l'avvocato Vittorio Triggiani, ospite dell'incontro. "Da parte nostra - ha detto il primo cittadino - c'è tutto l'interesse a mettere ordine sulla materia, nell'interesse dei cittadini e senza correre il rischio di incappare nei contenziosi delle società".
Secondo Francesco Tarantini, segretario regionale di Legambiente, "le antenne più dannose sono quelle radiotelevisive, che andrebbero tutte delocalizzate. Alcuni comuni lo hanno fatto, altri no. Quanto alle antenne telefoniche, meno ce ne sono, più potenza devono emettere e più dannose sono. Il problema non è l'estetica, ma altezza, potenza e tipologia: le più affidabili sono le antenne Umts".
Sul fronte della normativa, la legge quadro risale al 2001 e le linee guida della Regione al 2002. Il regolamento comunale di Trani è del 2004 e va adeguato, come tanti altri. Cosa fare? «Per prima cosa – risponde Tarantini -, il catasto degli impianti esistenti, poi il monitoraggio dell'Arpa, quindi la concertazione. I gestori sono tenuti a presentare istanze entro il 31 marzo di ogni anno e, se il Comune non risponde, possono installare nel limite dei 6 volt/metro per zona interessata, circostanza che li blinnderebbe nel caso di ricorsi".
Tarantini pone in risalto che, dopo l'installazione, "l'azione più importante è il monitoraggio: all’acquisto delle necessarie centraline dovrebbero concorrere gli introiti che i comuni incassano dai gestori che installano su siti pubblici".
Detto questo, però, «va evidenziato che fare uso e abuso del cellulare, soprattutto da parte dei bambini, è molto pericoloso per la salute e può concorrere a determinare tumori al cervello. Senza dimenticare i campi magnetici all'interno delle abitazioni, dai modem ai cordless».




