Per quanto concerne gli aspetti legali del caso antenne, sempre nel corso dell'incontro promosso dai Verdi, l'avvocato Vittorio Triggiani sta difendendo il Comune in alcuni ricorsi dei gestori, la cui offensiva è ripresa recentemente con l'avvento del 4g.
«Per questo li abbiamo convocati per mercoledì, mentre giovedì si discutono le sospensive innanzi al Tar. In tutti i casi, diventa urgente rivedere la pianificazione, perché il piano comunale è stato precoce ma, effettivamente, non si è più rivisto».
All’incontro era presente una folta delegazione di residente della zona Pozzopiano, infuriati dopo l’installazione dell’antenna sul lastrico solare di un fabbricato in via De Nicola, sebbene spenta. Prima dell'inizio, hanno conversato al lungo con il sindaco, Amedeo Bottaro.
La vicenda, per il momento, non è oggetto di contenzioso e, pertanto, Triggiani si riserva di documentarsi a breve sul punto, "ma il caso di via De Nicola – ha provato ad anticipare - pare risolvibile nella misura in cui l'assenza del parere dell'Arpa, soprattutto, eviterebbe comunque l'accensione dell'impianto".
Per la cronaca, i contenziosi in corso sono ben sette, fra i quali l'antenna di via Alvarez, l’unica della quale quest’organo d’informazione ha avuto gli elementi per riferire della vicenda. In questo, ed il tutti gli altri casi, il dirigente dell’Area urbanistica, Michele Stasi, è stato coerente nei dinieghi: l'unica falla parrebbe sia stata via De Nicola, dove si sarebbe consolidato il silenzio-assenso, ma l'assenza del parere dell'Arpa garantisce la non accensione.
Ma i cittadini possono avviare essi stessi azioni legali contro l'antenna? "Sì - risponde Triggiani -, ma solo in forma associata, possibilmente per mano di un soggetto ambientalista".
Infine, lo sconto sulle antenne. Il cronista ha riferito al legale della delibera con cui il commissario straordinario, con i poteri della giunta, ha rinnovato per altri nove anni la concessione ai gestori degli impianti sui tre siti comunali di via Falcone, palazzo di città e via Andria: "Non conosco ancora la materia, ma, per come me la si riferisce, credo che il Comune abbia ragionato da imprenditore, scegliendo il male minore in un momento di congiuntura economica sfavorevole e non volendo privarsi, come ha detto il commissario, di una “entrata certa”».


