Sono trascorsi cento anni degli eventi occorsi durante la Terza battaglia dell'Isonzo sul Monte San Michele dove, durante la Prima guerra mondiale, i "Bianchi fucilieri" del Nono reggimento di Trani opposero un'eroica resistenza al nemico. Ne è testimonianza visiva, ancora oggi, il drappo tricolore, macchiato del sangue del gruppo bandiera che, nella notte del 24 ottobre 1915, fu colpito da una granata nemica.
La sua pubblica esposizione è stato uno dei momenti più vibranti vissuti presso la caserma Lolli Ghetti, alla presenza del comandante della Brigata meccanizzata “Pinerolo”, generale di brigata Gianpaolo Mirra, ed altri illustri ospiti, nel corso della cerimonia che ha ricordato gli eventi che coinvolsero i soldati del reggimento nell'ottobre 1915.
Più nel dettaglio, il comandante ha anche significativamente voluto esporre al pubblico ciò che rimane della bandiera di guerra del Nono, portata in battaglia sul Monte San Michele: essa è gelosamente custodita in una teca di cristallo ed è ancora macchiata dal sangue dei fanti del gruppo bandiera e dell’alfiere del reggimento, l’allora sottotenente Antonino Ficarra, insignito, in quella circostanza, della Medaglia d’argento al valor militare perché «portabandiera del Reggimento, con lodevole calma e coraggio e con disprezzo del pericolo, sotto intenso fuoco di artiglieria avversaria, attese alle operazioni di recupero della bandiera , colpita in pieno da un proiettile nemico di grosso calibro che la seppelliva nelle macerie con 4 militari (San Martino del Carso, 24 ottobre 1915)».
Negli epici e drammatici frangenti di quella battaglia, la bandiera di guerra del reggimento venne insignita della Medaglia d’oro al valor minitare, nel solco di una tradizione di gloria e di onore che risale al 1734, anno della fondazione del reparto e che è continuata ininterrotta in ogni conflitto cui ha preso parte il nostro Paese.
All’epoca del primo conflitto mondiale, il 9° ed il 10° Reggimento fanteria costituivano la celebre “Brigata della regina”, il cui motto era «Sicut Te candidi, candidissima Regina»: di qui, anche, le caratteristiche mostrine del reggimento, interamente bianche.
Dal 1734, il “Nono” ha partecipato a tutte le campagne di guerra e fatti d'arme più importanti, come pure operazioni nazionali ed estere, tra le quali quelle in Albania, Kosovo ed Afghanistan. «Un reggimento proiettato nel futuro – è stato detto -, che aderisce all'importante progetto di digitalizzazione della Forza armata, ma mantiene vive le tradizioni di un glorioso passato.
Alla manifestazione hanno preso parte i familiari del personale del Nono reggimento, le associazioni combattentistiche e d'arma ed alcune scolaresche della città di Trani. Non ultimi, il prefetto, Clara Minerva, ed il sindaco, Amedeo Bottaro.
(fonte, congedatifolgore.com)




