Resta il contenzioso da sinistri stradali uno dei problemi più scottanti al Comune di Trani. Infatti, con un solo provvedimento, si sono materializzati altri otto procedimenti giudiziari contro l’ente, in primo e secondo grado di giudizio, per asserite ipotesi di insidia stradale o altre forme di responsabilità civile.
Le otto richieste risarcitorie, invocate a causa di danni subiti per «impatti con insidie presenti su strade e marciapiedi comunali o altre tipologie», ricoprono anche un periodo di tempo cospicuo, se pensiamo che una di esse risale al 2008, un’altra al 2010, una al 2013, due al 2014 e le restanti tre a quest’anno.
Oltre le somme risarcitorie, i cittadini chiedono che il Comune paghi loro le spese legali, raggiungendo così un totale di quasi 100mila euro. La maggior parte di questa ingente somma è contenuta nella richiesta di un singolo cittadino (79mila euro), che dichiara nella citazione in giudizio di avere subito, nonostante una complessa operazione chirurgica, danni fisici permanenti e conseguente invalidità in percentuali rilevanti. In tutti i casi, il Comune ha conferito l’incarico di difendersi in giudizio al responsabile dell’Ufficio legale, Michele Capurso.
Al problema, però. L’ente non dovrebbe più trovarsi spiazzato. Infatti, proprio a causa del lievitare del numero di richieste di risarcimento legate alla condizione delle strade di sua competenza, già lo scorso mese di maggio il commissario straordinario, Maria Rita Iaculli, con i poteri della giunta comunale, aveva approvato un regolamento per porre freno alle moltissime pretese di risarcimento, la gran parte delle quali formulate in assenza di accertamenti tecnici effettuati nell'immediatezza dell'evento.
Mediamente, sono circa duecento i sinistri stradali oggetto di contenzioso nel corso dell'anno, e le richieste di risarcimento danni, come detto, arrivano anche a somme considerevoli. Basti ricordare che la prima determinazione dirigenziale di quest’anno ha disposto un risarcimento del danno fisico, in favore di una cittadina, per 35mila euro, ma la richiesta iniziale era stata di 107mila euro, oltre le spese legali.
Ebbene, la procedura stabilita dal commissario prevede, nell'immediatezza dell'accaduto, un sopralluogo da parte della Polizia municipale, o di altre forze dell'ordine, ai fini della rilevazione del sinistro. L'intervento delle forze di polizia rappresenterà la condizione indispensabile per l'esame della richiesta, per stabilire se il Comune sia responsabile dei danni.
Inoltre, ogni richiesta di risarcimento sarà istruita dall'Ufficio contenzioso del Comune, che procederà, se vi sono danni a mezzi, ad incaricare un perito assicurativo convenzionato che curerà l'istruttoria. Invece, in caso di lesioni alle persone, provvederà ad inviare anche richiesta di accertamento medico-legale ai medici del servizio pubblico, in seguito a specifica convenzione da stipulare all’uopo. Va da sé che, in assenza dei requisiti stabiliti, il commissario ha disposto di evitare qualunque forma di risarcimento.
Va detto, peraltro, che non sempre finora i cittadini hanno ottenuto quanto sperato: presso il Giudice di pace, nel 70 per cento dei casi, le tesi difensive del Comune vengono accolte; in tribunale, invece, gli esiti oscillano intorno al 50 per cento. In ogni caso, il Comune ha sempre proposto la resistenza in giudizio e in questo modo, anche quando paga, riesce a versare meno di quanto l’ente avrebbe fatto attraverso l’assicurazione.

