«La vita è come una scarpa stretta: prima te la togli, e prima smetti di soffrire». È questo che vorrebbe la protagonista de “Il baciamano”: morire, smettere di soffrire. La donna non sopporta più i soprusi del marito, violento irascibile e insensibile, non riesce ad amare i propri figli, ai quali non può dare da mangiare, ai quali non sa raccontare favole. Sogna la vita da principessa che avrebbe sempre voluto, ma sa che resterà sempre una misera popolana.
Nella Napoli dell’esercito sanfedista, costituito dal cardinale Fabrizio Ruffo, il popolo affamato vuole mangiare i giacobini. Ma uno di questi, proprio imprigionato nella casa della donna, dalla quale aspetta di essere mangiato, è un uomo colto ed intelligente. Il loro rapporto è costellato da incomprensioni, diversità culturali e caratteriali, diversi modi di vivere, che si incontra in un solo momento: attraverso il baciamano. La protagonista, infatti, non ha mai conosciuto questo gesto signorile, discreto, tenero, e sente, quando il giacobino soddisfa questo desiderio «un formicolio che le passa per tutte le gambe, fino ad arrivare al petto, come se ci fossero delle farfalle sul corpo».
“Il baciamano” non è però una tragedia, quanto piuttosto una tragicommedia, perché le incomprensioni tra i due protagonisti portano a far ridere il pubblico, in diversi momenti.
L’opera è stata diretta e interpretata da Roberta Principe, della compagnia Vulimm’ Vulà di Pozzuoli. Solo quattro attori: oltre a Principe, anche Gennaro Saturnino, Giusi Scaraglia, Vincenzo Ioffredo. Questo secondo appuntamento della rassegna Scene in…comune ha confermato il carattere altamente culturale del teatro amatoriale e di tutti gli appuntamenti previsti in rassegna, come hanno detto gli organizzatori, Lella Mastrapasqua ed Enzo Matichecchia, della Compagnia dei teatranti.
Ad offrire le degustazioni per questo secondo spettacolo, è stato il bar pasticceria Europa di Trani.
Prossimo appuntamento, per una commedia dalla risata pura, il 6 novembre, con Fatemi capire, ancora una volta di una compagnia campana, la Teatrale Nolana.
Federica G. Porcelli












