«L’obiettivo è tagliare i rami secchi dell’Amet e salvare l’Amiu. Infatti, la legge di stabilità è dura nei confronti delle aziende partecipate, che pesano in negativo sui bilanci dei comuni». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, durante la sua partecipazione ad Appuntamento con Trani, su Radio Bombo.
Domani, nel nuovo numero de Il giornale di Trani, il resoconto completo dell'intervista, di cui vi anticipiamo alcuni passaggi con riferimento alle ex municipalizzate. «In particolare - spiega il sindaco -, i tagli andrebbero fatti sui servizi in perdita. Al legislatore bisognerebbe far capire che si vuole rilanciare le aziende, quindi rilanciare l’Amet e salvare l’Amiu. Chiudere quest’ultima significherebbe mandare a casa delle famiglie, invece bisognerebbe ricostituire il capitale sociale, e in un momento storico come questo non è semplice, perché bisogna ripianare una perdita che è di oltre due milioni di euro. L’obiettivo, comunque, non è quello di privatizzare l’Amiu, ma salvare l’azienda insieme a chi ci lavora».
All’Amet, invece, si chiederà soprattutto di vendere e produrre energia, obiettivi per i quali è nata l’azienda, prima che di occuparsi di trasporti e parcheggi. «Io parto da qua – dice il sindaco, – perché la vendita e produzione di energia è la priorità, poi si deciderà sugli altri servizi».
Tra l’altro, il futuro di Amet è ancora più incerto se si pensa che nel 2018 il settore dell’energia si aprirà totalmente al libero mercato: «Dobbiamo arrivare al 2018 preparati – ha detto Bottaro – ma le aziende partecipate devono imparare a stare in piedi sulle loro gambe, a stare sul mercato da sole».
Sebbene il sindaco non si dica favorevole alla privatizzazione, precisa che «nel 2016 sarà obbligatoria. Non credo nel privato ma so che, insieme al pubblico, può svolgere meglio i servizi. Non ho un pregiudizio su questo».


