Dopo il nostro articolo pubblicato qualche giorno fa circa le tariffe e costi di fitto degli spazi di palazzo Beltrani, l'Ats che ha in gestione il servizio ha ricevuto diverse critiche. Una persona, su un social network, ad esempio, ha scritto: «Aver letto in un atto pubblico che regolamenta in maniera lineare e chiara l’utilizzo di un prezioso bene pubblico come palazzo delle arti Beltrani, la parola catering o buffet è uno scandalo».
Ma i gestori del palazzo ci tengono a precisare: «Scandalo semmai sta nel fatto che finalmente qualcuno in modo chiaro ed inappellabile abbia indicato una strada da percorre, semplice chiara ed univoca: ci sono delle tariffe massime da rispettare, e quelle, vanno prese a riferimento di qualunque tipo di iniziativa. Ricordiamo, a tal proposito, che le tariffe di utilizzo degli spazi e la Determinazione Dirigenziale n. 820 del 1° ottobre 2015 ( pubblicata il 3 novemebre 2015) fanno riferimento ad una deliberazione del consiglio comunale datata 29/06/2011 (con pubblicazione 1501 Reg. Pubblic. Del 6/09/2013) nella quale una precedente e diversa amministrazione aveva già indicato e messo in vigore un tariffario comunale che oggi semplicemente viene applicato (ed integrato con alcuni servizi: service audio luci, visite guidate, noleggio pianoforte e eventuale servizio catering) su richiesta dell'attuale amministrazione».
I gestori proseguono: «Detto ciò, offrire spazi da mettere a servizio di catering organizzati a latere di un convegno o per l’inaugurazione di una mostra non vi sembra essere una cosa normale e che rende la struttura del Beltrani ancora più funzionale ed interessante di quella che già ad oggi rappresenta? È così inusuale sentir parlare di coffee break in occasione di un convegno, di un aperitivo in occasione di un vernissage o di una degustazione di prodotti tipici a latere della presentazione di un libro? Dovremmo allora informare i Musei Vaticani, il Louvre, il Palazzo Grassi di Venezia, che ospitano diversi coffee shop, o ancora il Victoria and Albert Museum di Londra, che organizza musica dal vivo ogni venerdì con annesso aperitivo (non proseguiamo con l'elenco troppo lungo e tedioso), che introdurre cibo o bevande all'interno di un museo è contro la pubblica morale».
L'Ats conclude la nota scrivendo: «Sottolineiamo fortemente che l'Ats il Bello del Beltrani si sta cimentando in una gestione a costo zero per le casse dell’ente comunale, in uno spirito di pura collaborazione con chi da sempre ha gestito la parte tecnica ed artistica del Palazzo delle arti, e chiediamo a chi si nasconde di unirsi a quei volontari a cui dovrebbe andare il plauso della città che da più di due mesi stanno dedicando parte del proprio tempo all’apertura, custodia e gestione del Palazzo Beltrani senza nulla a pretendere al solo scopo di donare un gesto di “bellezza” ad uno dei contenitori culturali più preziosi del nostro territorio. Nonostante le polemiche, innanzi all'affluenza degli ultimi due mesi e alle emozioni, soddisfazioni e all’orgoglio di essere custodi di così tanta bellezza, l’Ats il Bello del Beltrani invita chi pensa di stare sempre dalla parte della ragione a regalarci un po’ del proprio tempo per provare con noi la sensazione di fare una cosa buona per la propria città. Questo è lo spirito con cui l’Ats il Bello del Beltrani si è messo in gioco, e questo è lo spirito con cui ci rivolgiamo alla città».

