La manutenzione del campetto di via Falcone, di proprietà del Comune di Trani e sottratto nel 2007 alla parrocchia di San Giuseppe per installarvi un'antenna telefonica, diventa un giallo. Infatti, il Comune di Trani ha impegnato una somma di 150 euro per la bonifica dell'area, ad opera della ditta Gestione ambiente, di Trani, in favore della quale ha liquidato una somma complessiva di 420 euro, comprendendo anche una bonifica eseguita contemporaneamente in contrada Turrisana.
Nel caso di via Falcone, però, sembra emergere una probabile contraddizione: infatti, proprio un anno fa, a novembre 2014, il Comune aveva eseguito l'intervento in danno del gestore telefonico che ha installato la stazione radio base in quell'area. In altre parole, giacché la società paga un canone di locazione al Comune per l'antenna, il criterio dello scorso anno era che la bonifica dell’intero ex rettangolo di gioco fosse a carico dello stesso gestore. Quest’anno, invece, a quanto si è appreso, la compagnia ha badato a bonificare soltanto una piccola zona di competenza nel raggio dell'antenna, mentre il Comune si è fatto carico delle spese per tutto il resto dell'ex campetto.
Il problema, ovviamente, non è la somma, che non rappresenta certo una spesa insormontabile, ma il criterio: com'è possibile che, a distanza di un anno, si sia operato in maniera distonica? Per il momento, da Palazzo di Città non si è potuto apprendere se il Comune abbia recuperato la somma imputata lo scorso anno alla compagnia telefonica, ma, nel frattempo, un altro interrogativo si fa largo in maniera evidente: com'è possibile che si installi un'antenna e si sottragga un intero campo di gioco alla collettività, ma poi, quando c'è da bonificare quella stessa area se ne lasci l'incombenza al Comune?

