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AGGIORNATO. Cisterna in eternit: a Trani scoppia la protesta all'elementare Papa Giovanni XXIII. Rimozione entro due settimane

Tensione e proteste alla scuola elementare Papa Giovanni XXIII, nella omonima via, per la presenza di una cisterna in eternit, fonte di allarme per le famiglie. I genitori hanno inscenato un sit-in e molti non hanno fatto entrare i figli in classe.

I rappresentanti d'istituto, già da tempo, avevano formalizzato presso il dirigente scolastico uscente una richiesta di rimozione dei manufatti contenenti eternit. Il nuovo capo d'istituto, Michele Maggialetti, lo scorso 20 ottobre ha scritto al Comune per fare effettuare quanto prima gli interventi necessari per l’eliminazione del materiale, da lui stesso ipotizzato come «pericoloso».

Il preside avrebbe fatto sapere che lunedì sarà in grado di comunicare la data in cui l'intervento avverrà, mentre oggi qualcosa si è mosso all'esterno della scuola, ma si tratta dell'ormai ben nota bonifica degli alberi la cui potatura è in corso su tutto il territorio cittadino e, proprio oggi, ha toccato il plesso in questione.

A quanto s’è successivamente appreso, «si tratta di un vascone, già sigillato, presente nei pressi della porta di accesso al lastrico solare dell’edificio – ha fatto sapere il consigliere comunale Francesca Zitoli, che sta seguendo il caso più da vicino -. Non vi si accede, se non accompagnati. La messa in sicurezza fu compiuta da una ditta che si sarebbe dovuta anche incaricare di rimuoverlo, ma poi è fallita».

E sarebbe questo, quindi, il motivo dei ritardi e delle preoccupazioni della comunità scolastica. Di certo, il vero problema di quella scuola sarebbe rappresentato dall’ubicazione ai confini della zona artigianale, alcuni capannoni della quale sono ancora in eternit e sulla cui integrità ci sarebbe da operare verifiche. 

Sul punto è intervenuto Marco Galiano, segretario provinciale della Cgil scuola: «Dobbiamo evitare ogni forma di allarmismo, ma richiedere la rimozione di quel manufatto è altrettanto doveroso, come anche la verifica se nella scuola vi sia presenza di polveri e capire se siano riconducibili a quella cisterna o ai tetti in eternit degli opifici confinanti».

Da Comune, in ogni caso, si apprende che entro due settimane la cisterna sarà rimossa. Palazzo di città esclude che, oltre quella, nella scuola vi siano altri manufatti contenenti eternit. 

Federica G. Porcelli


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