Un’indagine altamente scrupolosa, capace di svilupparsi e giungere ai conseguenti arresti nel giro di soli due mesi partendo un solo, ma fondamentale indizio: uno scontrino autostradale smarrito. Tanto è bastato, però, per segnare un altro successo, nel giro di pochi giorni, sia per la Polizia stradale, che ha effettuato le indagini, sia per la Procura della Repubblica di Trani, che le ha coordinate.
In manette, questa volta, una banda di rapinatori di Cerignola che, sommati a quelli di Andria catturati nei giorni scorsi, fanno 14 ordinanze di custodia cautelare in tutto, e tutte per mano dello stesso organo di polizia e sotto la stessa regia. Un segnale chiaro, una risposta efficace alla richiesta dei cittadini di una maggiore sicurezza e qualità di vita.
Cinque le misure cautelari, di cui una ai domiciliari, chieste dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Silvia Curione, e confermate dal Giudice per indagini preliminari, Rossella Volpe. In carcere sono finiti: Michele Gataleta, 40 anni; Giuseppe Americo, 24; Teodato Gallo, 22; Salvatore Sciancalepore, 25. Ristretto ai domiciliari, invece, suo fratello Giuseppe, 21.
Comune denominatore rispetto alla precedente operazione, denominata Caronte eventi, il tronco autostradale a cavallo delle A14 e A16. In questa, cui è stato dato il nome “Sciacalli”, gli agenti della Polizia stradale di Bari e di Foggia hanno individuato con chiarezza il gruppo di cinque cerignolani che, nel giro di solo un mese, erano diventati l’incubo del personale delle aree di servizio, nonché esercizi pubblici tra Canosa e Cerignola.
Le indagini, svolte dalla squadra di Polizia giudiziaria del Compartimento Polstrada Puglia, dalla Sezione Polstrada di Foggia e dalla sottosezione Polizia autostradale di Bari, sono partite nel mese di settembre da una rapina nell’area di servizio Canne Sud, dopo che alcune rapine già erano state commesse nei mesi di luglio ed agosto presso distributori di carburante ed esercizi commerciali posti nelle aree di servizio autostradali. Individuato il gruppo di rapinatori, questi venivano monitorati nel corso di una breve, ma intensa attività di indagine, mediante appostamenti, pedinamenti, intercettazioni, visione di telecamere ed analisi dei flussi dei tabulati telefonici.
In particolare, al gruppo dei rapinatori vengono contestati i seguenti reati: una rapina aggravata nei confronti di un distributore carburanti e all’esercizio commerciale collegato dell’area di servizio dell’autostrada A14 Canne Sud (Canosa) del 4 settembre 2015; la tentata rapina di una tabaccheria a Cerignola e le rapine consumate presso il supermercato Gm e l’esercizio commerciale Euronics, di Cerignola, il 21 settembre; la tentata rapina presso l’ufficio Postale centrale di Cerignola, l’8 ottobre 2015; i furti aggravati di sei autovetture, poi utilizzate durante le rapine. Inoltre, nel corso dell’attività di polizia, sono state sventate alcune rapine in fase di preparazione. Il bottino variava da poche centinaia sino a 2.000 euro, somme non altissime, ma per accaparrarsi le quali i rapinatori non esitavano a ricorrere a modi violenti, coperti da guanti e passamontagna, ed armati di coltelli, mazze e pistole.
Ulteriori particolari sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa presso la Procura della Repubblica di Trani. Il capo dell'ufficio, Carlo Maria Capristo, aveva anticipato tale possibile evento in occasione della recente operazione, svolta dalla stessa Polizia stradale, per fatti simili. Fra questi, anche un furto d'auto a Trani.


