Il Consiglio comunale ha ratificato con 25 voti favorevoli, 4 astenuti e 1 contrario l'approvazione in giunta comunale della variazione di bilancio per il parco di via Polonia, previsto all'interno del contratto di quartiere Sant'Angelo.
I voti di astensione sono provenuti dai consiglieri del Movimento Trani a capo e del Movimento 5 stelle, mentre a dichiararsi contrario è stato il consigliere comunale della lista Insieme Emanuele Tomasicchio.
L’ex candidato sindaco ha ravvisato presunti profili di illegittimità del provvedimento, a causa del fatto che le opere del contratto di quartiere si sarebbero dovute finanziare con gli oneri rilasciati dai costruttori. Peraltro, questo tipo di entrata, non prevista precedentemente nell'impianto della manovra con riferimento al piano delle opere pubbliche, potrebbe determinare scompensi sulla stessa. Tomasicchio motivando il voto contrario, ha spiegato che «nessuno può mettere in dubbio i meriti dell'amministrazione di portare a casa un finanziamento, ma ci sono profili procedurali che vanno seguiti, e dunque su questa materia restano una serie di negligenze alle quali non crediamo si sia posto rimedio».
Il dibattito, in ogni caso s’è articolato soprattutto sulla questione degli oneri dei costruttori, una circostanza che ha riacceso la discussione su quanto si sia fatto in questi dieci anni per il contratto di quartiere.
La maggioranza ha puntato il dito contro l'immobilismo che ci sarebbe stato per tutto questo tempo, la minoranza si è difesa ricordando che, se non fosse stato per la lungimiranza delle amministrazioni precedenti, non ci si sarebbe certo trovati in questa situazione, comunque favorevole.
Il sindaco, Amedeo Bottaro, ha preferito soprattutto ricordare che «nella vita amministrativa devono parlare i fatti, e i fatti sono che portiamo a casa un finanziamento di quasi un milione. E, quando ci sono certi numeri, è difficile che qualcuno possa controbattere. Certo che quelle opere dovevano essere finanziate dai costruttori - ha riconosciuto il primo cittadino -, ma i costruttori hanno anche costruito, ma solo palazzi. Ed io ero tentato di ribattezzarlo “palazzo di quartiere”. Certo, dobbiamo recuperare quelle somme, ma non saremmo potuti restare con le mani in mano aspettando la definizione dei contenziosi: abbiamo avuto un'occasione con la Regione e non ce la siamo fatta sfuggire, e forse siamo stati così veloci da avere preso in contropiede persino l'Ufficio ragioneria. Tutto questo però, non è motivo di illegittimità, ma solo di soddisfazione, e crediamo che qualsiasi forza politica ne possa dare atto, perché su queste materie non dovrebbe esserci distinzione fra maggioranza e minoranza».



