Draghi con le polveri bagnate quelli andati in scena a Turi domenica scorsa contro il rugby Granata.
Dopo aver osservato un minuto di silenzio, in memoria delle vittime degli attentati di Parigi, i Draghi sembrano rimasti nello spogliatoio, tanto che, pronti via, su un errore in ricezione del calcio d’inizio il Granata marca la prima meta.
È il pugno che fa svegliare la compagine biancorossa, che pian piano inizia a prendere confidenza con l’avversario, portando spesso l’avversario all’errore, anche a causa della indisciplina della squadra Granata. Ma i Draghi non riescono a concretizzare le varie occasioni avute, anche per un andamento a singhiozzo del gioco, con gli uomini di mischia capaci di efficaci penetrazioni, e di offrire una buona base di gioco dalla touche, cosa invece non possibile con la mischia chiusa, che spesso è stata costretta a dover limitare i danni. Il gioco dei trequarti invece è stato più fluido, con la regia di Saccotelli e Pacini, il cui piede è anche lui a fase alterna, la fisicità di Battaglia e la velocità di Lopopolo. È il Granata però a raggiungere la seconda meta, sfruttando una distrazione della mischia chiusa, che permette alla squadra murgiana di sfruttare il gioco sul lato chiuso.
La ripresa vede i Draghi continuare ad attaccare, con il Granata che tiene l’urto, e riesce a reggere le varie iniziative dei biancorossi. Nonostante l’indisciplina avversaria però, i Draghi, dopo una ripresa di spessore, non riescono a raggiungere l’area di meta, ma sfruttano nel migliore dei modi i calci di punizione concessi, terminando la partita col punteggio di 15-6.
Il prossimo impegno è il 29 novembre, in casa contro il Salento rugby.
