«La vicenda della cisterna in eternit della scuola elementare Papa Giovanni XXIII l’abbiamo presa di petto, ma ha destato in noi anche molta amarezza». Così il sindaco, Amdeo Bottaro, rispondendo alle critiche di alcuni consiglieri di minoranza, che avevano raccolto e condiviso le proteste delle famiglie degli alunni di quel plesso.
Nei giorni scorsi vi era stato anche un sit-in dei genitori, che avevano deciso di non fare entrare i propri figli, chiedendo ed ottenendo di conferire con il dirigente scolastico, Michele Maggialetti, ed eventualmente con tecnici comunali. Con loro, anche il consigliere comunale di maggioranza, Francesca Zitoli ed il segretario provinciale della Cgil scuola, Marco Galiano, che hanno seguito la questione da vicino.
Infatti il primo cittadino, nel corso degli interventi preliminari del consiglio comunale dell’altra sera, ha informato l’assemblea della positiva evoluzione del problema: «Partiamo dal presupposto che quella vasca di amianto è stata lì per dici anni e nessuno ha mai fiatato: qualcuno se n’è ricordato solo adesso, e noi ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo affrontato il problema di petto. Per la verità – prosegue il primo cittadino -, la cisterna era già nelle condizioni di massima sicurezza, perché comunque era già tutta quanta sigillata. Magari tutto l'amianto che c'è in questa città fosse messo in sicurezza come quella vasca – ironizza Bottaro -, perché abbiamo scoperto che quella vasca era stata già oggetto di intervento da parte ditta specializzata, ma il fallimento di quell’azienda fece sì che il manufatto restasse lì».
Sta di fatto che ieri mattina, in orario antecedente l’attività scolastica, la cisterna è stata inserita in un contenitore a tenuta stagna, ad opera di altra ditta specializzata, «per renderla ancora più sicura – ha riferito il sindaco -. Adesso, nell’arco di massimo sette giorni – annuncia -, verrà definitivamente rimossa. La nostra risposta, quindi, è stata la più immediata possibile, anche nelle gravi emergenze in cui quotidianamente ci troviamo perché, prima di noi, molti problemi si ignoravano, anziché affrontarli».

