Esattamente due anni fa, il 15 novembre 2013, alcuni parlamentari del Movimento 5 stelle, consiglieri comunali, rappresentanti di associazioni e giornalisti ebbero l’accesso alla discarica di Trani per quella che è stata l'ultima visita pubblica effettuata in quel luogo.
Da lì a poco sarebbe arrivata la sospensione dell'attività dell’impianto, il 4 settembre 2014, a causa della rottura di una porzione di parete e conseguente dispersione di percolato in falda. Più avanti, il 15 gennaio 2015, il sequestro giudiziario, tuttora vigente, anche per altre ipotesi di reato a carico di complessivi sedici indagati.
Giuseppe D'Ambrosio, deputato del Movimento 5 stelle, all'epoca aveva rilasciato alcune dichiarazioni tese a riconoscere nell'impianto di contrada Puro vecchio uno dei meno peggio in circolazione. La garanzia del controllo pubblico pareva tale da assicurare i cittadini anche sulla corretta gestione del sito, ma è evidente che le cose non sarebbero andate proprio in quel modo.
«Effettivamente - riconosce oggi il parlamentare -, all'epoca rilasciamo alcune dichiarazioni sulla base di quello che ci era sembrato durante il sopralluogo. Ma, come è noto, spesso l’apparenza inganna e noi neanche ci fidammo più di tanto. Tanto è vero che chiedemmo ed ottenemmo documenti che dimostrarono subito quanto la situazione fosse critica, e sulla base dei quali ci saremmo mossi, insieme con altri soggetti, per arrivare a quello cui oggi siamo arrivati».
E adesso, a distanza di due anni da quella visita, come rileggere la situazione? «Oggi – riprende il deputato - siamo fortemente preoccupati per il fatto che la discarica continui ad inquinare, e soprattutto perché l'Amiu ha diradato le comunicazioni circa le percentuali di metalli nel percolato e conseguente livello l'inquinamento del sito. Di certo – ribadisce -, noi restiamo per la chiusura totale della discarica, sebbene abbiamo parlato con il sindaco Amedeo Bottaro, che ci ha assicurato che un'eventuale riapertura parziale del terzo lotto, per conferirvi soltanto rifiuti residuali a valle di una raccolta differenziata, avverrebbe solo a patto che, prima, sia stata messa in sicurezza l’intera discarica. Di certo – chiarisce D’Ambrosio - il nostro vero interlocutore dovrebbe essere presidente della Regione, Michele Emiliano, cui va immediatamente chiesto di porre fine al circuito delle discariche in Puglia, per attuare la strategia “Rifiuti zero”».
Nel frattempo, domani si riunirà la commissione consiliare preposta con la partecipazione, secondo quanto annunciato aggiornando la seduta precedente, dell'amministratore unico dell'Amiu, Alessandro Guadagnolo. E forse sarà l'occasione in cui l'azienda comunichi dati aggiornati sullo stato dell'arte della discarica.



