Il dipendente comunale Sergio De Feudis è perfettamente compatibile con l'incarico di segretario verbalizzante della terza commissione consiliare, della quale è componente sua moglie, Anna Maria Barresi, consigliere comunale di maggioranza della Lista Emiliano. A scriverlo, di fatto, è il segretario generale, Carlo Casalino, in un documento con cui risponde ad una richiesta di chiarimenti da parte del presidente del consiglio comunale Fabrizio Ferrante.
La nota, indirizzata anche ai dirigenti, all'interessato e, per conoscenza, al sindaco nasce dal caso sollevato dal Movimento 5 stelle, il cui gruppo consiliare aveva sollevato una questione di opportunità, se non di legittimità in merito alla presenza di De Feudis come segretario verbalizzante di quell'organismo.
In realtà il segretario generale, richiamando le norme di legge a proposito, chiarisce che «è di tutta evidenza che le situazioni rappresentate di parentela e coniugio tra componenti di una commissione e dipendenti incaricati della verbalizzazione non pongono alcuna questione di conflitto di interessi, che sarebbero potenzialmente ostative allo svolgimento delle funzioni verbalizzanti. Infatti – spiega Casalino -, in primo luogo è incontroverso che i soggetti verbalizzanti non partecipino all'adozione di decisioni, essendo estranei al collegio amministrativo e, in quanto tali, non votano né hanno diritto di parola. Né può sostenersi - prosegue Casalino - che gli stessi partecipino ad attività, giacché svolgono una funzione strumentale di assistenza e si limitano la stesura del verbale della commissione, che costituisce un atto di tipo certificativo senza alcun valore provvedimentale che è, invece, proprio del collegio».
A detta della figura apicale della macchina comunale, «nel corso dell'attività certificativa possono verificarsi ipotesi di vizi afferenti la procedura di formazione del verbale, ma non possono dare luogo a situazioni di incompatibilità, posto che le condizioni di capacità e volontà del verbalizzante non rilevano ai fini della validità dell'atto predisposto».
Non meno significativo, a riguardo dell’inesistenza di situazioni conflittuali d'interessi, «vi è il dato testuale della legge – scrive Casalino - che esclude ogni conflitto di interessi fra il segretario generale, che ha il compito di verbalizzare le sedute di consiglio, e consiglieri comunali in carica. Il Testo unico prevede l'inagibilità solo per il sindaco che abbia un parente che copra il posto di segretario generale, e non per il consigliere comunale, quindi potrebbe anche verificarsi che il segretario generale sia l'ufficiale verbalizzante di una seduta di consiglio cui partecipi, come consigliere comunale, il coniuge oppure un suo parente o affine senza che si possano evidenziare vizi di sosta rispetto alla seduta».
L'ultima annotazione si fonda sulla constatazione «dell’estrema carenza di personale, che non consente di procedere ad agevoli sostituzioni di dipendenti che, unicamente per mere ragioni di opportunità, volessero evitare di essere chiamati a verbalizzare sedute cui partecipino consiglieri congiunti o parenti. Ove possibile – conclude il il segretario generale -, i dirigenti potrebbero operare delle semplici rotazioni fra i segretari verbalizzanti delle commissioni. Qualora ciò dovesse determinare disfunzioni, però, ed alla luce delle precedenti considerazioni, nulla osta sotto il profilo della legittimità la continuazione dello stato dell'arte».


