Con la celebrazione, si fa per dire, del secondo compleanno della raccolta differenziata in una porzione di territorio urbano corrispondente al centro cittadino, che serve 5000 utenti, si può anche fare il punto della situazione sulle percentuali di raccolta differenziata a Trani. Nel 2015 in fase di chiusura, quella complessiva sì attesta al 20,6 per cento, mentre lo scorso anno sì chiuse al 20 per cento. Una progressione quasi impercettibile, un mezzo punto percentuale che non può certamente soddisfare né l’Amiu, né l'amministrazione comunale, che ha investito fior di quattrini per un servizio che stenta a decollare.
Quest'anno l'unica punta confortante si è avuta a giugno, con una percentuale salita al 25,5 per cento grazie ad un'attività di raccolta differenziata spinta sul porto che, fino a quando è durata, ha dato frutti importanti con la collaborazione delle attività della ristorazione di quella zona. Peraltro, il servizio di raccolta differenziata si è fermato proprio ai confini del porto: lì, a giugno 2014, sarebbe dovuto entrare in vigore, ma non si ebbe la forza economica, e forse soprattutto politica, di andare avanti. Da quel momento tutto si sarebbe fermato alla macroarea al centro della città: troppo poco per per parlare di bilancio positivo.
Trani, insomma, vuole provare a cambiare davvero: se non si sono buttati via due anni si prova, almeno, a farne tesoro per consegnare i cittadini un servizio efficiente e, attraverso il quale, loro stessi mantengano la città più pulita e, possibilmente, paghino meno.

