«Quello che mi preoccupava e che mi preoccupa è la debolezza del nostro sistema di fronte a questo giudizio (delle agenzie di rating, ndr) che deve essere inserito in un più robusto quadro normativo perché ha delle conseguenze sulla vita di un Paese».
Lo ha detto l'ex premier, Romano Prodi, deponendo dinanzi al Tribunale di Trani al processo per manipolazione del mercato ad analisti e manager di Standard & Poor's. Prodi, che è arrivato in aula nell'orario indicato nel ruolo, ha dovuto attendere più del previsto e ha lasciato visibilmente seccato il Tribunale, dove ha fatto ritorno successivamente. Ciononostante, non s'è sottratto alla richiesta di foto da parte di alcune fan.
Nella deposizione, durata un quarto d’ora, l’ex presidente del consiglio si è espresso in generale sulle agenzie di rating: «Consideravo e considero tuttora il peso di questi giudizi esterni eccessivo – ha dichiarato in aula -. E quando il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Michele Ruggiero, ha ricordato un commento particolarmente severo espresso da Prodi dopo un giudizio di Moody's nel 2010, l’ex capo del governo ha risposto: «Ho incontrato qualche volta i rappresentanti delle società di rating: sono persone tecnicamente di alto livello, ma non conoscono a fondo il funzionamento di un Paese così complesso come l’Italia».
Particolarmente movimentata la deposizione dirigente del Mef, Maria Cannata: «C'era un’ipercriticità da parte di S&P verso l’Italia nel 2011 – ha detto -. Ciò lasciava presupporre che vi fosse una tendenza a valutare con maggiore enfasi gli aspetti negativi rispetto a quelli positivi. Questo per me è il pregiudizio di cui ho parlato durante le indagini quando sono stata ascoltata dal pubblico ministero".
Il presidente del Tribunale, Giulia Pavese, ha respinto diverse domande del pm, perché ritenute “suggestive”, sul significato del termine "pregiudizio" che S&P avrebbe avuto nei confronti dell’Italia: «Non è che le domande scomode non le dobbiamo ammettere – ha replicato Ruggiero -. Presidente allora le formuli lei le domande in modo non suggestivo».
Durante la deposizione di Cannata, nel corso di una contestazione, il pm ha rivolto molte domande al dirigente del Mef sulla questione del presunto pregiudizio di S&P: «Ha detto la verità quando è stata sentita da questo pm durante le indagini? Si ricorda che mi disse che S&P per l’Italia è la bestia nera?». Da qui le spiegazioni di Cannata sul significato del termine pregiudizio e delle sue dichiarazioni.
(fonti: Ansa, Gdm, Adnkronos)


