Come anticipato, ieri sono stati consegnati ai detenuti gli attestati di partecipazione alla terza edizione del progetto di riqualificazione sociale rivolto ad alcuni detenuti del penitenziario maschile di Trani da Granoro e Factory del Gusto con la collaborazione del Presidio del Libro di Corato.
Gli attestati sono stati consegnati alla presenza della direzione del penitenziario tranese (Bruna Piarulli direttrice del penitenziario tranese, Elisabetta Pellegrini responsabile area trattamentale, Felice Nazzareno De Pinto vice commissario, Paola Ruggieri direttore Uepe) insieme a Marina Mastromauro amministratore delegato dell’azienda Granoro, Salvatore Turturo direttore della Factory del Gusto e Paola Pisicchio responsabile del presidio del libro di Corato.
Dopo due bellissime esperienze vissute insieme alle detenute del carcere femminile di Trani, il carcere maschile di Trani è stato protagonista di uno stimolante progetto che ha visto attivi in prima linea i detenuti attraverso un percorso formativo in cui cibo e letteratura si sono uniti con l’obiettivo di dare nuovi stimoli e un rapporto consapevole con l’ambiente, la natura, le tradizioni e il sociale a chi dopo aver scontato la propria pena, cercherà di reinserirsi nella società.
Il progetto, pensato e ideato da Granoro e Factory del Gusto, una scuola di cucina con sede a Molfetta, già sperimentato con successo nel 2013 e nel 2014 presso il penitenziario femminile, si è riproposto l’obiettivo di fornire attraverso un percorso di riqualificazione numerose opportunità di sviluppo favorendo l’acquisizione di competenza, professionalità e qualità nel settore del food e in quello pastario (un alimento consumato quotidianamente in tutta Italia) grazie alla presenza di importanti aziende come Granoro.
“Ripartiamo dalla pasta” è stato proposto a undici detenuti del penitenziario tranese. Il percorso, articolato con sei lezioni teoriche e pratiche tenute dai tecnici dell’azienda Granoro e dai cuochi della Factory del Gusto (svoltosi nel mese di maggio, per sei settimane), ha avuto la finalità di formare i detenuti sul processo di lavorazione industriale della pasta secca di semola di grano duro nell’ottica finale di far comprendere le caratteristiche intrinseche del prodotto per una migliore rielaborazione dello stesso nel momento della sua preparazione. Inoltre ha avuto l’obiettivo di creare formazione specializzata in campo alimentare, migliorare l’autostima e l’immagine di sé, individuale e di gruppo, costruire una conoscenza accademica più approfondita intorno al tema dell’alimentazione.
Per la terza edizione un prezioso alleato si è aggiunto per completare il percorso di formazione, prima di tutto culturale, dei detenuti: grazie al Presidio del Libro di Corato, istituzione che si propone di sperimentare nuove forme di coinvolgimento dei lettori e di promozione dei libri, soprattutto nei momenti e nei luoghi in cui mai ci si aspetterebbe di incontrarli, i detenuti hanno avuto la possibilità di leggere alcuni stralci tratti da saggi di libri dedicati all’alimentazione, selezionati a cura della Responsabile del Presidio del Libro di Corato Angela Pisicchio che ha contribuito in modo determinante alla riuscita di questa edizione.
Durante la toccante cerimonia di consegna degli attestati è stata proposta ai partecipanti una lettura dello scrittore Luca Bianchini, tratta dal suo celebre libro “Io che amo solo Te”.


