Si è tenuta presso la Direzione centrale la riunione del tavolo nazionale di trattativa per discutere sul piano presentato per la chiusura dei 53 Uffici territoriali dell'Agenzia delle entrate.
L’Amministrazione ha ribadito il piano già esposto nella riunione del 19 ottobre, rimarcando come, per il solo fatto che sia uscita la lista degli Uffici da chiudere, già alcuni sindaci hanno dato l’immediata disponibilità gratuita di immobili dove allocare gli uffici dell’entrate: per questo sia Ortona che San Sepolcro vengono messi fuori dalla lista e non chiuderanno.
A tal proposito, ha sollecitato i sindacati a contattare i sindaci dei comuni interessati alla chiusura degli uffici affinché mettano a disposizione degli immobili: se così fosse sarebbe ritirata ogni ipotesi di chiusura. Per l’Amministrazione il piano entro i 3 anni potrebbe essere rivisto annullando le chiusure laddove i sindaci offrissero le loro disponibilità a sostenere le locazioni.
La Flp, stigmatizzando la richiesta che i sindacati, anziché l’Amministrazione, debbano interessare i sindaci per le locazioni, ha ribadito il «no» alle chiusure dei 53 uffici, in quanto la proposta è inorganica al progetto d’integrazione con l’area territorio.
Quindi, entro tre mesi sarà presentato il progetto d’integrazione, e questo periodo servirà ad attivare nel merito il confronto sull'integrazione a livello territoriale tra Ufficio delle entrate ed Agenzia del territorio, per verificare come le possibili sinergie, non solo strutturali, ma anche funzionali, possano comunque permettere il mantenimento di tutte le realtà operative all'interno di un nuovo modello organizzativo.
Il segretario della Flp Finanze, Michele Giuliano, ha dichiarato: «Abbiamo respinto con fermezza l'idea che la permanenza di un ufficio sul territorio dipenda solo dai costi (del resto esigui rispetto alle locazioni complessive dell'Agenzia) o alla buona volontà dei singoli enti locali, disposti a trovare soluzioni a costo zero. Vogliamo ragionare sul modello complessivo e sul piano generale di ridefinizione degli assetti, non con soluzioni a macchia di leopardo che penalizzano cittadini e i lavoratori. Siamo appena all'inizio e comunque ovviamente non allenteremo l'attenzione sulla questione».
Pertanto, per quanto riguarda l’Ufficio delle entrate di Trani, la questione sembra più che risolvibile – afferma Giuliano - proprio partendo dalla realizzazione del nuovo piano e, quindi, può essere allocato assieme all’ex Ufficio catasto e continuare a prestare servizi integrati all’utenza, senza alcuna necessità di chiusura e trasferimento a Barletta».





