I furti di rame sono in così evidente aumento che, adesso, le aziende distributrici di energia elettrica fanno fatica a sostituire i trasformatori. Amet Spa è fra quelle più in difficoltà, avendo subito ultimamente ben quindici furti in altrettante cabine di distribuzione della corrente nell’agro di Trani. E e la sostituzione dei manufatti, ormai, è diventata un problema perché, sul mercato, non si trovano più ricambi.
Anche altre aziende si trovano nelle stesse difficoltà e, a Trani come altrove, è a rischio la garanzia della continuità del pubblico servizio. «Purtroppo – fa sapere l’amministratore delegato di Amet, Nicola di Corato -, soltanto nell’ultimo fine settimana abbiamo dovuto registrare furti in almeno sette cabine, con gravi ed irreparabili danneggiamenti ai relativi trasformatori, che portano a quindici il numero totale dei furti solo dall’inizio di novembre. Questo comporterà un danno di almeno 8.000 euro per cabina, compresa la bonifica dei siti, a fronte di poche centinaia di euro di rame sul mercato nero».
Qualche tentativo di furto è stato sventato da guardie campestri e le forze dell’ordine grazie alla tempestiva segnalazione di allarme di utenti privati, «pertanto si sensibilizza la cittadinanza a segnalare con immediatezza le interruzioni di energia elettrica – è l’appello dell’Amet -, per le utenze sparse in zone extra urbane, in quanto le stesse potrebbero essere collegate a tentativi di furto». Peraltro, come dicevamo, «l’approvvigionamento di nuovi trasformatori comporterà un ritardo nel ripristino da venti a trenta giorni – fa sapere il presidente, Nicola Pappolla -, a causa della mancanza degli stessi presso i magazzini dei principali produttori».
E tutto questo, ovviamente, al netto dei furti di cave di rame, tagliati direttamente dalle linee aeree, alcuni dei quali particolarmente ingenti e forieri di ulteriori disagi per il servizio e costi per l’azienda.

