Il dirigente dell'Area lavori pubblici, Giovanni Didonna, ha approvato lo stato finale dei lavori e liquidato il certificato di pagamento relativo alla regolare esecuzione di Controvento, la nuova struttura di Oasi 2 per «interventi per il riuso sociale dei beni confiscati alla mafia», fra i «cantieri innovativi per il contrasto delle dipendenze patologiche».
Ad eseguire i lavori è stata la ditta Edilres, di Acquaviva delle Fonti, aggiudicataria del bando con un’offerta di 667.000 euro, partendo da un importo a base d'asta di 833.000 euro, di cui 750.000 di finanziamento Fesr 2007-2013, ed 83.000 di cofinanziamento a carico del Comune di Trani.
Tra tutte le proprietà confiscate all'ex boss di Trani, Salvatore Annacondia, Controvento è quella che ha avuto meno casse di risonanza. Eppure il capannone di contrada Curatoio è la struttura che, in prospettiva, potrebbe dare maggiori soddisfazioni dal punto di vista sociale e della qualità della vita in una città che richiede fortemente una svolta affinché il patrimonio pubblico sia posto nella reale disponibilità della collettività: infatti, l’immobile ospiterà persone che lavorano contro barriere, mentali e sociali, di una realtà che ha sempre teso ad emarginarle.
La data di scadenza dei lavori era fissata a giugno 2014, ma ha subito uno slittamento per alcune varianti in corso d'opera. Inoltre, vi era stato anche un momentaneo intoppo burocratico, giacché l’impresa seconda classificata nel bando, la Saulle impianti, di Ruvo, aveva impugnato presso il Tar Puglia, peraltro con esito negativo, l'aggiudicazione dei lavori.
La struttura, un tempo, era una segheria utilizzata per il carico e scarico di sigarette di contrabbando. Presto sarà sede di una comunità di recupero, gestita da Oasi 2 San Francesco, per trenta ex tossicodipendenti.
«Controvento» sarà formata di due lotti, un teatro coperto di 150 posti, uno scoperto di 500, un cantiere navale coperto e la sistemazione dell’area scoperta, adiacente il mare, sempre a servizio del cantiere navale. Ed ancora, parcheggi ed area a verde.
Al piano terra, della superficie di 480 metri quadrati, vi saranno la mensa, gli spazi di socializzazione, uffici ed ambienti dedicati ai pazienti. Il primo piano, di 350 metri quadrati, consterà di nove stanze e quattro bagni al servizio di trenta posti letto per altrettanti ospiti della comunità terapeutica residenziale.
Il progetto è dell’Ufficio tecnico, nella persona del dirigente uscente, Giuseppe Affatato. Per il secondo lotto serviranno altri 800mila euro: si proverà a catturarli, ove ve ne sia ancora la possibilità, attraverso altri, eventuali finanziamenti.

