Il consiglio comunale è iniziato con una lite a distanza tra il presidente dell’assemblea, Fabrizio Ferrante, ed il consigliere del Movimento 5 stelle, Luisa di Lernia, interrotta per avere sforato i cinque minuti previsti nel suo intervento, durante il quale ha parlato della difficoltà di accedere agli atti e, soprattutto, della «mancanza di notizie circa finanziamenti per la riqualificazione di aree degradate: la scadenza è il 30 novembre, cosa si è fatto?». La consigliera ha poi pubblicamente mostrato il cronometro quando anche altri colleghi andavano oltre i cinque minuti previsti.
Raimondo Lima, di Fratelli d'Italia ha lanciato un allarme per la futura edificazione di un palazzo a sei piani nell'agro di Trani, chiedendo «se tale edificio rispetti le norme previste dal Pug». E, allo stesso modo, ha chiesto aggiornamenti sul Piano urbanistico esecutivo di contrada Turrisana, intorno alla cui villa quale pendono un giudizio amministrativo ed uno penale.
A tale proposito, il consigliere di Area popolare, Beppe Corrado, ha chiesto «una misura univoca per la valutazione dei Piani urbanistici esecutivi, perché non sarebbe corretto che alcuni passino dalla giunta ed altri dal consiglio comunale: diamoci una linea comune su tutto, e questo per evitare di procedere, di volta in volta, a raccolte di firme».
A tale percorso non è parso allinearsi Michele Lops, consigliere di maggioranza di Più Trani: «La soluzione più lineare resta il passaggio dalla giunta».
Della questione ospedale è tornato a parlare Pasquale De Toma, di Forza Italia, riferendo di un recente incontro con il direttore generale, Ottavio Narracci, presente anche il consigliere di maggioranza Anna Maria Barresi: «Il manager ci ha consegnato un piano del 2013 per l’ospedale di Trani, che prevede il trasferimento entro fine anno della rianimazione, così da ottenere personale utile all'attivazione della riabilitazione. Tuttavia, entro ottobre, sarebbero dovute partire attività ambulatoriali che non abbiamo mai visto, la casa del parto e l'inaugurazione del pronto soccorso, ancora non finito. Il laboratorio analisi si sarebbe dovuto realizzare con sede unica a Trani e, invece, adesso funzionerebbe soltanto per mezza giornata. La situazione sembra particolarmente compromessa: dobbiamo trovare interlocutori seri per salvare il salvabile, il primo dei quali è sicuramente il nostro assessore regionale».
Durata minima storica dei preliminari: appena 20 minuti, e senza neanche la replica dlel'amministrazione.


