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Mutui del Comune di Trani: rate più leggere, ma se ne allunga la durata. De Biase: «Recuperiamo 3 milioni per investimenti». L'aula: «Quali sono?»

Il Comune di Trani si appresta a rimodulare i mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti, quattordici in tutto, fino al 2040.

«Un prolungamento del debito per diminuire l'importo delle rate e recuperare denaro fresco per investimenti - ha spiegato l'assessore alle finanze, Angelo De Biase -. Con quest’operazione avremmo subito 160.000 euro per il 2015 e 177mila per gli anni successivi. In totale 3.300.000 euro da utilizzare per investimenti».

In realtà, la non puntuale indicazione di questi investimenti ha determinato critiche, e non soltanto dai banchi della minoranza.

Il Movimento 5 stelle ha proposto un emendamento per vincolare i soldi risparmiati quest'anno allo sblocco presso la tesoreria comunale dalle somme pignorate, mentre il consigliere di maggioranza Francesca Zitoli, della Lista Emiliano, ha chiesto espressamente «di conoscere le destinazioni dei risparmi, altrimenti non si capirebbe in cosa ci stiamo distinguendo dalle precedenti amministrazioni premesso che, ovviamente, i mutui vanno sostenuti per dare risposte ai bisogni dei cittadini e non per inutili lussi».

Richieste di chiarimenti sono arrivate in tal senso anche dal capogruppo di Fratelli d'Italia, Raimondo Lima: «In delibera non è presente alcuna indicazione». Sulla stessa falsariga anche il consiglierei di Area popolare, Beppe Corrado, che ha lamentato anche l'assenza in aula del dirigente dell'area finanziaria, «al quale bisogna sicuramente rivolgersi anche in presenza della richiesta di emendamento formulata da Movimento 5 stelle. Di certo, la delibera è incompleta».

Nell’attesa dell’arrivo della dottoressa Marcucci, il presidente Ferrante ha così sospeso la seduta.

Sia Corrado, sia Aldo Procacci, di Trani a capo, hanno anche chiesto chiarimenti in merito ai criteri con cui si è individuata la società che ha proceduto all'operazione finanziaria. Procacci ha anche fatto notare «la carenza degli atti, a causa della quale la delibera potrebbe essere non valida».

Giunto in aula dirigente, l'attenzione si è spostata sull'assenza del Collegio dei revisori dei conti, Carlo Laurora ha lamentato la non presenza in aula della terna, ai sensi del regolamento, e Tonino Florio la mancanza di un loro parere, ribadendo di conseguenza la necessità di averli in aula».

Di diverso avviso Domenico Briguglio: «La situazione del Comune di Trani è disastrosa, l'economia della città di più, quindi bloccare per cavilli questa delibera significherebbe affossare ancora di più la nostra Trani. In taluni casi, serve maggiore elasticità nei provvedimenti».

Fondate, invece, secondo il verde Francesco Laurora, le censure mosse dalla minoranza sulle assenze del collegio, «e sarebbe opportuno conoscere – ha aggiunto - se la Corte dei conti ci autorizzi a realizzare tale operazione che, in ogni caso, possiamo giudicare vantaggiosa grazie a quella circolare del 4 novembre con cui, di fatto, la Corte dei Conti ci tende la mano».

Critico Carlo Laurora, «perché la traslazione di sorte capitale, per un altro decennio, è vero che ci alleggerisce le rate, ma vincola molte altre risorse che, diversamente, si sarebbero definitivamente liberate. La società incaricata mi sembra molto professionale, ma anche io non riesco a comprendere cosa si voglia fare con questi 3.300.000 euro, e credo che una parte di essi si debbano vincolare al pagamento di debiti, non ad investimenti». Per questo motivo, Laurora ha anticipato la presentazione di uno o più emendamenti.

Di diverso avviso il capogruppo del Partito democratico, Mimmo De Laurentis: «La diminuzione del tasso d’interesse che la Cassa depositi e prestiti ci riconosce è un vantaggio inestimabile di cui dobbiamo approfittare sia per recuperare soldi freschi da investire per la città, sia, eventualmente, per accendere altri mutui a condizioni vantaggiose. Non possiamo, in questo momento, per cavilli, lasciarci sfuggire una possibilità unica: questo è un volano per rilanciare l'economia della città. Il parere dei revisori dei conti c'è ed è molto chiaro: quella somma risparmiata va vincolata ad investimenti ed altre destinazioni, sulle quali noi per primi vigileremo».

Per la cronaca, questi sono gli interventi finanziati dai mutui oggetto di rinegoziazione: scuola De Amicis; lido Marechiaro; audiovisivi della biblioteca comunale; rotatoria via Sant'Annibale Maria di Francia; risistemazione via Sant'Annibale Maria di Francia, dalla rotatoria fino all'incrocio semaforico di via Duchessa d'Andria; risistemazione di marciapiedi e basolati; museo archeologico del Monastero di Colonna; rifacimento piazza Longobardi; risistemazione strade comunali; risistemazione via Papa Giovanni XXIII; spostamento sottoservizi via De Robertis.

Il dirigente ha poi precisato: «I fondi liberati sono già vincolati, sia per investimenti, sia per la copertura di debiti».

Giallo sull’eventuale approvazione della delibera oltre il tempo utile, circostanza segnalata dai Movimento cinque stelle: l’assessore De Biase ha chiarito: «Abbiamo aderito entro la data indicata, del 19 novembre, e tanto basta per essere coperti».

Francesca Zitoli ha espresso voto favorevole, «ma a condizione che i futuri impegni edilizi non gravino sulle tasche dei cittadini di Trani».

Il provvedimento è stato approvato con 17 voti favorevoli, 4 astenuti ed 1 contrario. 


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