In Gesù Cristo, nuovo umanesimo, qual è il contributo che può dare oggi l’Azione cattolica? Se n’è parlato ieri, nella chiesa parrocchiale degli Angeli Custodi, gremita di fedeli ed iscritti dell’Ac da ogni parte della diocesi, insieme con il presidente nazionale dell’associazione, Matteo Truffelli, introdotto dall’omologo diocesano, Antonio Citro, e dal vescovo, Mons. Giovan Battista Pichierri.
Secondo Truffelli, «il contributo che possiamo dare è fare in modo che lo spirito non si affievolisca ma che pervada la vita della nostra Chiesa in questi anni. Quando parlo dello spirito, intendo quel bel modo di fare chiesa insieme, una chiesa capace di trovarsi, discutere, pensare insieme, pregare insieme, progettare insieme».
Da Firenza, il Papa ha lanciato un nuovo, grane messagio di Chiesa sinodale: quali sono gli esempi di sinodalità che può dare l’Azione cattolica? «L’Azione cattolica è un grande patrimonio – risponde il presidente -, perché da sempre è un'associazione che vive sapendo che la responsabilità è sempre corresponsabilità, vale a dire qualcosa che si esercita insieme e tra generazioni: adulti, giovani, ragazzi, tutti insieme responsabili della missione evangelizzatrice della Chiesa. Da questo punto di vista, penso che l’Azione cattolica abbia un patrimonio da mettere a disposizione della nostra Chiesa, della Chiesa locale e di ogni comunità parrocchiale».
Ma ai giovani di oggi l'Azione cattolica cosa dice? Come si rivolge a tutti quelli che sono presi da tante altre distrazioni? Una volta si cresceva in parrocchia, oggi si fa fatica: «Dobbiamo avere fiducia in loro – risponde Truffelli - anche se è vero che le condizioni sono complicate e che a volte diventa più difficile. Ma riponiamo grandi attese in loro, siamo pronti ad accompagnarli, a farci compagni di viaggio nella loro vita, ma chiediamo anche loro di vivere la loro gioventù non come una preparazione per un futuro indeterminato, ma un vivere oggi la propria responsabilità, il proprio protagonismo nella Chiesa e nella società».
Trani, che ha ospitato l’attuale presidente di Ac, ha dedicato un toponimo al più famoso responsabile nazionale dell’associazione, Vittorio Bachelet, il cui messaggio, secondo Truffelli, è ancora di massima attualità: «È l'insegnamento di un uomo di grande spiritualità, intelligenza, mitezza, capace di mettersi al servizio della propria Chiesa con umiltà, ma anche coraggio, e capace di spendere la propria vita al servizio delle istituzioni di questo Paese una lezione straordinaria, perché ordinaria».











