Già nel 1953, in una missiva, l'assessore alla polizia municipale Vincenzo Caruso durante la sindacatura di Francesco Paolo Mongelli lamentava la scarsità di vigili nella città: ventisette. Un numero che ritorna, fatalmente, nel 2015, quando la popolazione cittadina è aumentata (anche se si registrano alti tassi di denatalità) ed è cambiata la società.
«Facciamo ridere l’Italia, il prefetto e i sindaci del circondario» ha detto il sindaco Amedeo Bottaro ieri durante l’inaugurazione del museo della guardia urbana «per il numero di organico della polizia municipale che abbiamo. Avere un corpo formato da così pochi elementi è una bestemmia. La maggior parte della colpa la do a chi mi ha preceduto, per la assoluta indifferenza nei confronti della polizia municipale: è vergognoso che in tutti questi anni nessuno abbia pensato di fermare questo salasso dei vigili che, insieme alla ragioneria, sono la parte più importante dell’amministrazione».
I compiti della polizia municipale difatti sono molteplici: i vigili non si limitano a sanzionare, ma essendo i più radicati nel territori tra le forze dell'ordine hanno compiti molto capillari come sicurezza, ordine, pulizia, rispetto del decoro urbano. «Ai vigili, che nonostante le mille difficoltà cercano di assolvere i propri compiti, non posso che esprimere tutta la mia solidarietà» ha concluso Bottaro.
Gli ultimi vigili che hanno un contratto a tempo indeterminato sono stati assunti con l’ultimo concorso che risale al 1987.
Abbiamo chiesto all’assessore al ramo Giuseppe De Michele come sopperire a questo problema: «È difficile perché il quadro normativo di riferimento è stringente ma stiamo lavorando per avere qualche spiraglio. Non escludo in un prossimo futuro di intercettare qualche risorsa e avere qualche rinforzo».
Federica G. Porcelli

