L’aggiudicazione è formalmente “provvisoria”, ma è difficile pronosticarne la revoca. Pertanto, si va verso la fine dell’anno più “provvisorio”, nel vero senso della parola, vissuto dalla biblioteca Giovanni Bovio, uno degli storici servizi del Comune di Trani, e che pure ha boccheggiato non poco, rischiando anche di chiudere, soprattutto dopo la pronuncia del 19 febbraio con cui la Corte dei conti limitava le spese dell’ente alle sole “obbligatorie” per legge.
Tuttavia, approvato il bilancio e chiarito che i costi della cultura sono compatibili con i vincoli della magistratura contabile, il percorso di gestione è progressivamente ripreso e, verosimilmente dal 1mo gennaio (o giorni seguenti utilizzando il monte ore residue, causa festività), vi si potrà tornare a lavorare e programmare con un più ampio respiro.
Come riferito ieri, la cooperativa Imago, di Lecce, resta il gestore della struttura essendosi aggiudicata, sebbene provvisoriamente, la gara per l'affidamento del servizio.
Prima di arrivare a questa svolta, i problemi non erano certo mancati. Lo scorso 13 aprile il dirigente uscente della quinta ripartizione, Roberta Lorusso, con la precedente gestione già scaduta e la Imago in proroga, emanava una determinazione a contrarre per l'affidamento provvisorio del servizio fino al 31 luglio, ma a costo zero. Successivamente, l’affidamento a 2500 euro mensili, fino al 15 settembre, ed un successivo affidamento, da poco meno di 20mila euro, dal 1mo ottobre al 31 dicembre.
Il servizio, inevitabilmente, è stato ancora affidato ad un soggetto esterno al Comune. Infatti, non c'è personale interno, proveniente da altri servizi, datato dei titoli e professionalità richieste. Inoltre, anche dal punto di vista meramente numerico, gli altri servizi comunali non presentano esuberi di personale e, nel contempo, la giunta comunale non ritiene «utilmente percorribile in questo comparto la strada dell'ampliamento della pianta organica, data la specializzazione richiesta».
Saranno tutti confermati e rafforzati i servizi svolti finora dalla cooperativa Imago, e sarà mantenuto l'orario di apertura del servizio, fissato in quaranta ore settimanali. Lo stesso «sarà migliorato e potenziato, perseguendo anche obiettivi di trasparenza, efficienza ed efficacia delle prestazioni erogate».

