Amiu Spa potrebbe essere posta in liquidazione. In alternativa, si potrebbe ricapitalizzare attraverso un fondo di ripianamento delle società partecipate, da accantonare nel prossimo bilancio. Lo ha fatto sapere l'assessore alle finanze, Angelo De Biase, rispondendo ad una serie di osservazioni durante la discussione intorno agli assestamenti di bilancio, nel corso del consiglio comunale tenutosi ieri sera.
In particolare, De Biase ha replicato ad un intervento con il quale l'ex candidato sindaco, Emanuele Tomasicchio, aveva sollevato il dubbio «sulla legittimità dell'approvazione del contratto di servizio con una società, quale l’Amiu, non ancora ricapitalizzata e, pertanto, di fatto già non più esistente». De Biase ha spiegato che «servono 2.700.000 euro per ricapitalizzare la società, ma il tempo per chiudere la pratica è ancora aperto fino al 31 dicembre e, proprio entro quella data, si dovrà tornare in consiglio comunale sia per approvare la ricapitalizzazione della società, sia per prendere atto del nuovo contratto di servizio. Stiamo operando – ha detto De Biase - nella massima liceità e trasparenza, e non saremo omissivi».
Tomasicchio ha anche espresso critiche sugli oneri non versati dai costruttori del contratto di quartiere e, in particolare, sulle fideiussioni in loro favore probabilmente rilasciate da società di credito ormai non più esistenti, lamentando il fatto che l'amministrazione comunale non avrebbe fatto nulla per interrompere i tempi della prescrizione. La replica della maggioranza è avvenuta soprattutto per bocca di Nicola Ventura, del Partito democratico: «Siamo qui da pochi mesi e ci stiamo assumendo responsabilità grosse sul contratto di quartiere, dopo che per anni vi era stato un silenzio assordante. Il parco di via Polonia è la prima grande responsabilità, sotto il segno dei servizi che lì sono sempre mancati. Ed anche sulla questione degli oneri non faremo sconti a nessuno».


