Esattamente quattro anni fa, il 7 dicembre 2011, si inaugurò la nuova piazza Longobardi. Abbiamo chiesto al sindaco in carica, Amedeo Bottaro, come la valuti oggi: «È stato un esperimento fallito. Era un’opera di restyling necessaria, quindi do merito a chi l'ha realizzata, ma senz’altro andava pensata diversamente perché ha creato problemi di viabilità. Ed è stato eliminato un mercato senza pensare ad un’alternativa: nel momento in cui si modifica una piazza modificando l’assetto del territorio bisognava avere una. Ma sollevo queste critiche semplicemente da amministratore».
Per la verità, l’alternativa del mercato ittico, all’epoca, furono i capannoni Ruggia (amministrazione Tarantini), proposta poi accantonata dall’amministrazione Riserbato: «Stiamo ipotizzando diverse aree, cercando di recepire le esigenze di chi quel mercato lo deve fare. Il mio sogno, ma questo non significa che è quello che realizzeremo, è consentire la vendita davanti a ciascun singolo peschereccio sul porto stesso. Potrei così risolvere il problema del mercato e creare una cartolina turistica di non poco conto, evidentemente il primo passaggio sarebbe quello di farlo convivere con la chiusura delle auto al traffico».
E le tavole degli statuti marittimi sono adesso accatastate nella scuola Petronelli: «Vorrei sentire l’intera città, per capire quali siano le sue volontà sul dove collocare le tavole. Le mie scelte non riguardano solo me, la mia maggioranza o il consiglio comunale in toto, ma tutta la città».
Si spera però che la democrazia partecipata si allarghi alla ricezione di manifestazioni di interesse alle opere pubbliche: «Ho già detto che sul bilancio di previsione 2016 destinerò una parte alla partecipazione popolare, ma di fronte a delle risorse così limitate sarebbe un fatto puramente simbolico».
Federica G. Porcelli


