La gestione del Palazzo delle arti Beltrani proseguirà per un triennio, con la definizione di una gara d'appalto per l'affidamento in concessione del servizio.
Ad emanarla, dopo il relativo atto d’indirizzo a suo tempo approvato dalla giunta, il dirigente della competente ripartizione, Caterina Navach, con un bando che prevede un importo a base d'asta di 57.000 euro per tre anni, a titolo di contributo per le attività da realizzarsi da parte del futuro gestore.
La somma è così ripartita: 21.600 euro per vendita biglietti di ingresso; 14.400 euro per concessione sale per ospitalità di mostre; 21.000 euro per concessione sale per ospitalità di iniziative culturali. La gara viene pubblicata sul portale Empulia e sarà aggiudicata al soggetto che presenterà l'offerta economicamente più vantaggiosa.
Fino alla fine dell'anno il servizio è affidato l’Associazione temporanea di scopo “Il bello del Beltrani”, costituito di quattro soggetti di cui è capofila la cooperativa Xiao Yan rondine che ride. La gestione in corso è a costo zero per il Comune e, pertanto, i componenti del consorzio si sostentano dal ricavato della vendita dei biglietti per le attività a pagamento. Con la nuova impostazione triennale il Comune contribuirà con una somma in ogni caso inferiore a quelle precedentemente riconosciute per l'affidamento in gestione del palazzo, che mediamente si attestavano intorno ai 6000 euro mensili prima che l’entrata in scena della Corte dei conti quasi bloccasse tutto.
Infatti, come si ricorderà, le attività di Palazzo Beltrani si sono di fatto diradate con l'avvento della pronuncia della magistratura dello scorso 19 febbraio, che avrebbe limitato le spese del Comune alle sole obbligatorie per legge: a farne le spese, tra gli altri servizi, proprio quelli del palazzo che ospita la Pinacoteca Ivo Scaringi ed è sede di eventi culturali e mostre. Progressivamente, l'uscita dal tunnel con l'avvento del nuovo consorzio che, nel frattempo, ha organizzato manifestazioni anche oltre la conclusione del mandato: le stesse, pertanto, dovrebbero passare a carico di qualunque sia il nuovo, futuro gestore del palazzo.
Il bando, ovviamente, vede la luce proprio all’indomani della nuova pronuncia della Corte dei conti, quella che, pur permanendo molte criticità in seno alla struttura finanziaria dell’ente, ha rimosso il vincolo sulle spese ed offerto la sponda, quindi, per dare corso alla gara.

