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Processo rating a Trani, Forza Nuova: «Imbarazzante silenzio»

Oggi a Trani, militanti e dirigenti forzanovisti manifesteranno dalle 9 alle 13 nei pressi del tribunale di Trani, dove si terrà una delle udienze del processo intentato contro l'agenzia di rating Standard & Poor's, e 5 suoi analisti e manager, per aver «illegittimamente e dolosamente» manipolato il mercato, declassando l’Italia (da A a BBB+) «al solo fine di danneggiarla», fatti verificatisi tra il 2011 e il 2012.

Il 3 gennaio 2012, infatti, il governo italiano - presidente del consiglio, appena insediatosi, e ministro dell’economia e delle finanze ad interim Mario Monti - pagò alla banca d’affari statunitense Morgan Stanley 2,5 miliardi di euro proprio a causa del declassamento subito da Standard & Poor’s, il pagamento era previsto, sotto forma di sanzione, da una clausola del prestito concesso al Ministero dell’Economia dalla banca d'affari americana. Peccato, però, che Morgan Stanley risulti tra gli azionisti di Mc Graw Hill, gigante dell’informazione che controlla proprio Standard Poor’s.

C'è qualche conflitto d'interessi? Morgan Stanley possiede Standard & Poor’s che declassa l’Italia che, quindi, deve pagare 2 miliardi e mezzo proprio a Morgan Stanley, sì avete capito bene. Ma non è tutto qui. Come rilevammo in un esposto dell’aprile 2012, presentato da Roberto Fiore sempre alla procura di Trani: il figlio di Monti, Giovanni, fino a pochi giorni prima del bonifico autorizzato in gran fretta dal padre, era vice presidente della stessa Morgan Stanley. Monti padre, inoltre, in qualità di Ministro dell’Economia, pur sapendo del procedimento penale in corso, che metteva in discussione la legittimità della misura presa dall’agenzia di rating, pagava quella cifra spropositata in fretta e furia.

Infine, non è da sottovalutare la natura del prestito, in pacchetto di derivati, altrimenti detti "titoli spazzatura", chiesto e ottenuto dall’Italia nel 1994, grazie ad un’operazione pensata e voluta da Draghi (al tempo anche lui in Morgan and Stanley). Politica e finanza italiane – troppo spesso rappresentate dalle stesse persone – sono coinvolte a vario titolo in questa vicenda: Prodi, Monti, Padoan, Draghi (che hanno già sfilato o sfileranno a Trani) non hanno né denunciato pubblicamente né, tanto meno, avuto nulla da ridire sui prestiti usurai e virtuali della grande finanza speculativa e hanno solo accennato al colpo di stato contro Berlusconi, ordito dalla finanza americana, che si attuò in quella fase; un golpe contro cui, del resto, neanche lo stesso Berlusconi osò protestare più di tanto: i bond spazzatura di Morgan and Stanley furono infatti acquistati dal suo governo.

Nessuno parla di questo processo, solo Forza Nuova - da sempre favorevole alla sovranità monetaria e alla proprietà popolare della moneta, unica cura contro questi giochi sporchi - è in prima fila anche oggi per denunciare la regia occulta della grande finanza speculativa, il servilismo dei politici italiani di destra e di sinistra e chiedere chiarezza sulle connivenze passate, presenti e future.


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