Affiancato dai consiglieri comunali di Noi a sinistra per la Puglia, Luciana Capone e Giovanni Loconte, Santorsola ha parlato anche della questione della progressiva demolizione dei servizi dell’ospedale di Trani.
«Proprio quelli che hanno la colpa di averne tratto vantaggio oggi parlano. Però è un dato di fatto che Gastroenterologia e Medicina siano a rischio, perché ricoverare una persona quando la notte non è disponibile un laboratorio analisi credo sia pericoloso, anzi è un reato nei confronti del paziente ricoverato. Pertanto, o questo ospedale ritrova una banca del sangue, oppure dobbiamo pensare ad un ospedale diverso».
Santorsola paradossalmente, anziché puntare il dito contro, ha persino elogiato l’operato di Bisceglie: «A loro va un plauso, perché hanno saputo, in spazi ridotti, realizzare un ospedale completo. A Bisceglie hanno saputo fare bene i loro interessi. Io posso solo dire che ho lavorato sempre e solo nell’ospedale di Trani, e vi ho lavorato sempre per il bene comune. E non nascondo che anche il mio reparto qualcuno lo voglia smantellare».
Ed il futuro? «Se nella Bat ci devono essere ospedali generalisti e/o di emergenza va bene perché, se sto male, so dove vado. Però a Trani, come anche a Canosa, deve esserci un ospedale territoriale di qualità, per mantenerne la rispettiva dignità, fermo restando che il paziente territoriale è diverso da quello ospedaliero».

