Lo scorso 9 dicembre è stata indetta dalle Nazioni Unite la “Giornata mondiale contro la corruzione”, finalizzata a promuovere azioni di sensibilizzazione rispetto ad una problematica così grave, che vede coinvolti tutti i Paesi, nessuno escluso.
A tale proposito, lo scrittore tranese Domenico Valente scrive a questa redazione sostenendo che «La corruzione, grazie alla sua ingannevole natura, si è talmente radicata nella nostra società che parlarne, ormai, non produce più lo stesso effetto. In questo fantomatico "periodo di grazia" della corruzione, lo stesso intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che invita a rafforzare l'azione educativa contro la corruzione, a partire dalle famiglie, dalle scuole e dai corpi intermedi, potrebbe apparire, addirittura, fuori luogo».
«Trani, isola felice, che non conosce il morbo della corruzione, della collusione e dell’ardimentoso bisogno di muovere le tentacolari spire dello strapotere”, ironizza Domenico Valente, “non ha alcun motivo di porsi gli elevati obiettivi sul piano della moralità pubblica e del senso civico che suggerisce il Presidente Mattarella. Io, che Trani la vivo remando controcorrente, intendo promuovere, invece, quei principi di lealtà, libertà e onestà attraverso la rivalutazione della figura di Giovanni Bovio, che fu grande esempio di incorruttibilità».
«Va brevemente ricordato - dichiara ancora il giovane scrittore tranese - che Bovio, illustre politico e filosofo del Risorgimento, pur vivendo una condizione economica inadeguata rispetto al suo impegno politico e sociale, nel 1888 rinunciò alla notevole somma di un milione e duecentomila lire, propostagli da alcuni banchieri francesi, perché intervenisse in loro favore, in relazione ad un prestito da garantire al governo italiano. Se il lavoro mi frutta l’indipendenza, il milione mi è soverchio, scrisse loro, dando prova della sua integrità morale. Bovio è intelletto universale, come lo definì Victor Hugo, e i valori che ha incarnato nel Risorgimento, per quanto vecchi di oltre centocinquant’anni, sono più che attuali, e, come tali, andrebbero riscoperti e promossi».
Domenico Valente, appassionato studioso dell’illustre Bovio, con la collaborazione dell’associazione culturale Arsensum, organizza, con avvio già dal primo bimestre del 2016, la prima edizione del “premio nazionale Giovanni Bovio”, un progetto ampio ed articolato, finalizzato alla rivalutazione della figura dell’illustre cittadino tranese, che si suddividerà in: un concorso nazionale rivolto ai talenti artistici nel campo letterario e delle arti figurative; un concorso cittadino per gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori; la realizzazione di un “museo itinerante”, che ospiterà importanti testimonianze, frutto del metodico lavoro di ricerca e di recupero su tutto il territorio nazionale, condotto dallo stesso ideatore del progetto. Tali attività, che troveranno sviluppo anche nel corso degli anni a seguire, si arricchiranno di ulteriori iniziative, e saranno meglio dettagliate con l’imminente pubblicazione del bando ufficiale del concorso, e delle prime tappe espositive del “Museo itinerante dedicato a Giovanni Bovio”.

