L’assegnazione del servizio triennale di vigilanza del patrimonio pubblico e beni comunali è stata definitivamente annullata. Il dirigente dell'Area lavori pubblici, Giovanni Didonna, ha invalidato l'aggiudicazione alla Sicurcenter, di Palermo e, inoltre, ha revocato la procedura di gara alla base della stessa.
Tutto questo è la conseguenza di un corposo provvedimento amministrativo nel quale il capo della ripartizione tecnica ricostruisce tutte le fasi dell'appalto, risponde ai rilievi formulati dalla stessa Sicurcenter e procede all'annullamento definitivo di tutto.
L’assegnazione della gara era avvenuta il 21 novembre 2013, con la Sicurcenter classificatasi al primo posto e la Vigilanza notturna tranese al secondo. I secondi classificati avevano proposto ricorso presso il Tar Puglia, chiedendo l'annullamento della gara. Anche la Sicurcenter, però, s’era rivolta al tribunale amministrativo barese impugnando la partecipazione della Vigilanza notturna alla gara.
Il Tar, pronunciandosi, aveva dichiarato infondato il ricorso principale della Vigilanza notturna, accogliendo però quello incidentale sulla presunta mancanza dei titoli della commissione giudicatrice. In tal modo, dichiarava illegittimo il provvedimento di nomina della commissione di gara e, di conseguenza, illegittima tutta l'attività amministrativa consequenziale.
A quel punto il dirigente, su atto di indirizzo del commissario straordinario, Maria Rita Iaculli, a sua volta fondato anche sulle restrizioni della spesa disposte dalla Corte dei conti, per prima cosa riformulava il servizio di vigilanza degli immobili, riducendone importo e consistenza, e poi predisponeva la revoca della procedura di gara e l’apertura di una nuova, secondo la nuova articolazione del servizio. Di conseguenza, notificava alla Sicurcenter l'avvio del relativo procedimento.
Non si manca di fare rilevare i diversi pronunciamenti della Corte dei Conti, che hanno introdotto restrizioni di carattere finanziario nella gestione del Comune, ed il trasferimento Ministero della Giustizia delle competenze in materia di spese obbligatorie per la gestione degli Uffici giudiziari: «La gran parte del servizio di vigilanza, pari al 70 per cento oggetto della procedura di evidenza pubblica, non può più essere appaltato dal Comune di Trani, sicché lo stesso non è più rispondente alle esigenze della stazione appaltante».

