Un bravissimo ragazzo, cresciuto con sani principi, educato amorevolmente sia in famiglia, sia in una parrocchia, quello dello Spirito Santo, nella quale è stato voluto bene da tutti. Nicholas, 15 anni, tragicamente morto sabato sera fra i binari della stazione di Trani, ieri lo ricordavano quasi tutti così, durante una domenica tanto ricca di avvenimenti pre-natalizi quanto segnata dal dolore di una città che ha avvertito la sensazione di avere perso un figlio.
Alcune manifestazioni sono state annullate in segno di cordoglio, la principale delle quali si sarebbe dovuta tenere domani: il Liceo scientifico Valdemaro Vecchi avrebbe dovuto festeggiare i cinquant'anni dalla fondazione, ma Nicholas frequentava la seconda classe di quella scuola e pertanto il dirigente scolastico, Angela Tannoia, ha deciso di rinviare tutto a data da destinarsi.
In città, invece, le manifestazioni si sono quasi tutte confermate. Il sindaco, Amedeo Bottaro, non ha disposto il loro annullamento, ma rimesso le decisioni alla discrezionalità dei rispettivi organizzatori: «È un giorno di grande dolore - ha detto il primo cittadino - al quale mi unisco a nome della città. Non serve aggiungere altro quando si perde un figlio, anzi, due». Il riferimento è alla morte, avvenuta mercoledì scorso, di un altro 15enne, anche lui di nome Nicola, in questo caso per una grave malattia.
Tra le manifestazioni tenutesi, quella del comitato di quartiere Pozzo piano, una festa di Natale in via La Pira organizzata da tempo, ma che si è aperta proprio con un minuto di raccoglimento per il giovane ed è continuata con il minimo indispensabile solo per coinvolgere in ogni caso i bambini che aspettavano da tempo di ritrovarsi intorno ad un’aiuola, trasformata in presepe, anche solo per giocare e scambiarsi con le famiglie gli auguri di Natale.
La Polizia, nel frattempo, sta svolgendo le indagini per conto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, per meglio chiarire la dinamica dell'incidente mortale di sabato sera. Pochi dubbi sul fatto che il ragazzo stesse camminando lungo la banchina dalla stazione verso il passaggio a livello e potrebbe avere oltrepassato il cartello che dispone il divieto di avventurarsi a piedi tra i binari. Questo, però, dovranno accertarlo le indagini.
Di certo, chiunque venga a trovarsi, come è sembrato anche sabato sera, fra due treni in transito, difficilmente avrebbe scampo. Lo stesso, tragico evento accadde, in due diverse occasioni, molti anni fa, rispettivamente nel 1978 e 1981, costando la vita a due militari di stanza presso la caserma Lolli Ghetti: i due sfortunati soldati, al contrario di Nicholas, percorrevano quel tratto dirigendosi dal passaggio a livello verso la stazione. I tre episodi di Trani, così lontani nel tempo tra loro, richiamano alla memoria anche la recente tragedia del 26 marzo 2014, a Barletta, costata la vita a Stefano Distaso, 16 anni, anche lui incamminatosi tra i binari nella zona compresa tra lo scalo dei treni ed il passaggio a livello.
In tutti i casi, dunque, l'elemento comune è un possibile eccesso di confidenza favorito, forse, dalla presenza nei pressi di un passaggio a livello, intuito come una scorciatoia per risparmiare tempo. Rete ferroviaria italiana non pone impedimenti fisici in quei luoghi, ma la cartellonistica di divieto è molto chiara.
Intanto, il bilancio delle ricadute della tragedia sul servizio ferroviario è il seguente: la circolazione tra Foggia e Bari è tornata progressivamente alla normalità solo a partire dalle 23.30 di sabato, dopo i rallentamenti a seguito dell'investimento, avvenuto alle 19. Cinque Frecce, quattro Intercity e cinque regionali hanno fatto registrare rallentamenti fino a 120 minuti. Sei convogli sono stati limitati, due cancellati e sostituiti con servizio auto alternativo.
Le indagini in corso non permettono in questo momento di conoscere la data delle esequie del ragazzo, ma, a quanto s’è appreso, potrebbero essere in forma strettamente privata.

