Nei momenti immediatamente successivi alla tragedia di sabato scorso si era ipotizzato che il ragazzo avesse attraversato le sbarre chiuse del passaggio a livello, circostanza poi smentita. Ciononostante, se quel passaggio a livello fosse stato soppresso, come tutti gli altri, il ragazzo non si sarebbe avventurato nella zona a rischio per raggiungere più brevemente la strada.
Il passaggio a livello è l'unico rimasto in città ed è da tempo in attesa di soppressione e realizzazione di sottopassaggio sostitutivo. L’iter è nato addirittura nel 1996 ma, a distanza di vent'anni, non sono ancora partiti neanche i lavori di spostamento dei sottoservizi nonostante, nel 2013, il Comune avesse stanziato 1.500.000 euro per i relativi lavori.
La questione è rimasta a lungo irrisolta a causa di un vincolo posto dalla Soprintendenza sul muro di cinta dell’adiacente Villa Bini: l'intangibilità di quel muro aveva determinato l'impossibilità di procedere ai lavori propedeutici allo scavo del sottopassaggio. Risolto successivamente quel problema, adesso si è in attesa dell'inizio dei lavori dei quali, peraltro ancora non si ha certezza circa la.
Rete ferroviaria italiana, in ogni caso, ha fatto sapere che il passaggio a livello non sarà soppresso attraverso l'erezione di un muro che taglierebbe in due la città, ed infatti quell'opera serve come il pane anche e soprattutto al quartiere cosiddetto “Stadio”, nel quale risiedono almeno 9000 cittadini che sopportano quotidianamente il disagio di un attraversamento dei binari particolarmente ostico, oltre che pericoloso.
Molti, purtroppo contravvenendo alle più elementari regole del Codice della strada, attraversano le sbarre chiuse determinando non solo il rischio per se stessi, come purtroppo è accaduto ieri, ma anche il conseguente mal funzionamento del sistema di sollevamento ed abbassamento sbarre, regolato da sensori che, al passaggio di persone, vanno in tilt: molte volte i treni sono costretti a marciare a vista perché le sbarre restano alzate, e tutto questo nell'attesa che tecnici di Rfi risolvano di volta in volta il problema. Per queste ragioni, negli anni passati si giunse persino ad sequestro preventivo dell’impianto, poi giudicato da periti perfettamente funzionante.
Per la cronaca l'onere dei lavori di spostamento dei sottoservizi è a carico del Comune di Trani, quello di realizzazione del sottopassaggio delle Ferrovie, con una compartecipazione dell'ente locale.

