Maggiore democrazia partecipata ed attenzione alle richieste dei comitati di quartiere e delle associazioni: è quanto hanno chiesto ieri alcuni rappresentanti di tali categorie nell’incontro organizzato dal Comitato bene comune con il sindaco Amedeo Bottaro, con giunta al completo a parte l'assente Giuseppe De Michele.
«Le proprietà del comune, le urgenze, mi hanno bloccato – ha risposto il sindaco -. Sto cercando di incontrare tutti senza mai sottrarmi al confronto. La democrazia partecipata non è facile da raggiungere perché la nostra macchina amministrativa non è concepita in questo modo». Per Giuseppe Tempesta, assessore alla trasparenza, «verrà implementato il piano dell’anticorruzione e della trasparenza già approvato dal commissario straordinario Maria Rita Iaculli». La massima priorità sarà data all’informatizzazione, in particolare all’aggiornamento costante del sito internet del comune di Trani in quanto «l’accesso agli atti della pubblica amministrazione è alla base del dialogo e degli alti livelli della partecipazione e democrazia». Ed è già dal febbraio 2015 che la legge, come ha specificato l’assessore Raffaella Bologna, impone agli enti locali alcuni obblighi quali l’agenda digitale o l’obbligatorietà, da parte del cittadino, di inviare i documenti al comune tramite internet: «Questo sarà fatto entro il 31 marzo 2016».
Il presidente del Comitato bene comune, Teresa De Vito, ha poi focalizzato l’attenzione sul piano delle coste, ponendo specifiche domande all’assessore competente, Bologna: «Ci occuperemo del risanamento delle coste ed entro aprile 2016 emaneremo un bando per i tratti di costa più piccoli». Bottaro aggiunge: «Ad esempio, l’ex Cocomero, voglio intenderlo non più come un lido privato ma come una spiaggia libera con servizi, nelle more del piano comunale delle coste, in modo che un privato possa garantire il servizio».
Parlando degli scarichi abusivi, alcuni dei quali paradossalmente sono del comune di Trani, Bottaro ha detto: «Troveremo i responsabili, ed eventualmente ci costituiremo parte civile per il danno da noi subito».
Federica G. Porcelli


