Il consiglio comunale straordinario del 28 dicembre verterà sulla ricapitalizzazione dell’Amiu. Questo quanto emerso già nei giorni scorsi e confermato dal sindaco Amedeo Bottaro sia ai nostri microfoni domenica, che ieri durante l’incontro tra amministrazione, cittadini e Comitato bene comune: «In qualità di socio il 31 gennaio dovrò deliberare la ricapitalizzazione o la messa in liquidazione della società».
Nella trasmissione Appuntamento con Trani, Bottaro ci aveva detto: «Le difficoltà sono enormi perché bisogna verificare se ci sono i presupposti per ricapitalizzare, in quanto ci vogliono circa tre milioni di euro per farlo. Il 2015 chiuderà quasi sicuramente con una perdita dovuta ai costi che l’azienda sta sostenendo per la discarica, come si legge nella relazione fatta dall’amministratore al bilancio infra-annuale. È un problema che dobbiamo porci perché non possiamo ricapitalizzare sic et sempliciter: abbiamo la mannaia della corte dei conti che ci direbbe che stiamo ricapitalizzando una società destinata sempre a perdere».
La liquidazione, però, sembra essere esclusa, stando a quanto detto ieri del sindaco in risposta ad un cittadino: sarebbe assurdo liquidare una società che ha in mano un contratto di servizio con il comune di Trani. Al massimo, ci potrebbe essere una scissione per scorporazione dell’Amiu servizi e di un’azienda solamente proprietaria della discarica (che Bottaro definisce «un bubbone che ci sta dando problemi di natura ambientale ed economica»). In questo caso, le soluzioni sarebbero diverse: «Messa in liquidazione solo della discarica ma soprattutto possibilità di finanziare, da parte del comune di Trani anche attraverso un mutuo, gli interventi di messa in sicurezza: la captazione del biogas, la copertura con dei teli del primo e secondo lotto e l’impianto di trattamento delle acque meteoriche». Ieri sera, inoltre, rispondendo alle domande di Antonio Procacci, portavoce del movimento Trani a capo, Bottaro ha assicurato che la gestione privata della discarica sia già stata assolutamente esclusa: «Non sarà gestita né dell’Ecoerre, che ha fatto un ricorso straordinario al presidente della Repubblica, né da Amiu Puglia. Il pubblico deve assolutamente avere il pieno controllo di un impianto così difficile come quello della discarica».
La ricapitalizzazione si sta costruendo in questo modo: «Conferimento di un bene, la ricicleria, che adesso è solo un ammasso di rottame, che è di proprietà del comune e che deve essere conferita all’Amiu perché è come “una Ferrari che non parte”. Il comune di Trani, proprietario di quel bene, può farci veramente poco e non avrebbe senso. Arriveremo comunque in consiglio comunale con un’idea sul valore indicativo della ricicleria: partiamo dal milione di euro a salire».
"Rifiuti zero", la gestione sulla quale il Comitato bene comune si batte, per il sindaco non è fattibile: «Come ipotesi, è troppo lontana. Porterò avanti il piano della raccolta differenziata».
La discarica, intanto, continua a preoccupare. Intervenendo, il geologo Francesco Bartucci ha detto: «Facendo un’analisi di rischio sulla discarica di Trani, emerge che alcune sostanze possono persistere anche per migliaia di anni. La buona politica dovrebbe occuparsi della salute della città, della sicurezza della discarica e dovrebbe rendere pubblica l’analisi di rischio, che è estremamente complessa anche perché è fatta con diversi modelli».
Federica G. Porcelli




