La Direzione investigativa antimafia di Bari ha sequestrato beni, per un valore di oltre 1.200.000 euro, ad un pregiudicato andriese, Salvatore Di Gioia, di 60 anni, più volte arrestato per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine e furti, anche di ingentissimo valore, in diverse zone di Italia e tuttora in regime di detenzione domiciliare.
Il decreto di sequestro, che ha riguardato una società operante nell'ambito della costruzione e riparazione di imbarcazioni da diporto, sei capannoni industriali, un locale, diversi appezzamenti di terreni (ubicati nei comuni di Trani ed Andria), quote societarie, conti correnti bancari e nove autoveicoli di grossa cilindrata, è stato disposto nell'ambito di una misura di prevenzione personale e patrimoniale dal Tribunale di Trani - Sezione misure di prevenzione, su proposta del Direttore della Dia, Nunzio Antonio Ferla.
Le approfondite indagini sul patrimonio dell'intero nucleo familiare del pregiudicato hanno permesso di acclarare la sproporzione tra i redditi dichiarati dal'uomo e il suo tenore di vita. Il sequestro dei beni è stato eseguito con l'ausilio della Polizia di Stato di Andria e della Capitaneria di Porto di Trani.
Infatti, lungo il litorale di ponente, in via Finanzieri, i sigilli sono scattati ad un cantiere nautico ai cui confini già fu operato, quasi due anni fa, un altro sequestro con riferimento ad opere abusive di realizzazione di un porticciolo artificiale. Le foto (di ripretorio) si riferiscono proprio a quell'operazione.

