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DifferenTrani, l'amianto: aghi assassini

Ultimo appuntamento dell'anno con la campagna DifferenTrani, nata dalla collaborazione con il Comitato bene comune. 

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Quando parliamo di armi di distruzione di massa, la mente corre ad ordigni che, con la loro esplosione, causano istantaneamente distruzione e morte. Altri manufatti che nel tempo, quasi bombe a scoppio ritardato, si rivelano altrettanto deleteri sono quelli definiti “indistruttibili” o addirittura “eterni”.

“Eternit” è (si vorrebbe dire “era”) il nome dato a quello più diffuso, al punto che è spesso considerato il sinonimo del suo componente (insieme al cemento) che, per la sua perniciosità, ne ha provocato la messa al bando in Italia da oltre un ventennio (legge 267/92): l’amianto.

«Amianto killer, condannati per omicidio colposo tre ex dirigenti Fincantieri»: questo il titolo di una notizia diffusa dalla stampa nazionale appena un mese fa. Qualcuno potrebbe essere indotto a pensare: «Non prendendo in considerazione la proverbiale lentezza della macchina della giustizia, vuoi che dopo più di quattro lustri dalla moratoria il problema amianto non sia diventato marginale?». Proviamo a “dare i numeri”, resi pubblici solo pochi giorni fa. 32.000.000: tonnellate di cemento-amianto presenti sul territorio nazionale, secondo stima del CNR; 44.000: siti italiani da bonificare, secondo il ministro per l’ambiente Galletti (ma 23.000 censiti nel giugno u.s. da Arpa Piemonte nella sola regione di propria competenza: che il titolare di quel dicastero pecchi di eccesso di ottimismo?); 3000/anno, ossia 8 al dì, ciò significa uno ogni tre ore: questo il numero di decessi in seguito a patologie tumorali correlate all’amianto; 300.000 morti in Europa entro il 2030, per l’identico motivo; 85 anni: tempo necessario per la bonifica, se si continua con i ritmi attuali. E se non si portano alla luce ulteriori quantitativi di amianto, come si sta facendo in val di Susa con i lavori di perforazione per realizzare il tunnel per la Tav. Con queste cifre, a dir poco allarmanti, forse vale la pena vedere da vicino (ma ben schermati) questo assassino accolto con estremo favore quando ancora non se ne conosceva la pericolosità (però i primi dati preoccupanti risalgono al 1930).

L’amianto (dal greco “amiantos”: immacolato, incorruttibile) o asbesto (“che non si spegne mai”, o meglio non si accende, visto il suo potere ignifugo) è un minerale con una microstruttura ad aghi (vedi foto) ampiamente utilizzato per la sua indistruttibilità ma, parallelamente, per il basso costo e la sua versatilità: frizioni per veicoli, manufatti per l’edilizia, tute ignifughe, guarnizioni, materiali fonoassorbenti. Particelle di amianto sono facilmente rilasciate nell’aria per effetto di qualsiasi tipo di sollecitazione (termica, meccanica, eolica, esposizione all’acqua piovana), l’inalazione delle stesse è causa, anche a distanza di decenni, di gravissime malattie quali l’asbestosi, il mesotelioma pleurico, il tumore polmonare.

Come illustrato, nonostante la citata, non certo recente, legge ne vieti l’estrazione e la lavorazione, l’amianto è ancora ai giorni nostri, a causa della sua diffusione, un materiale nocivo con il quale è tutt’altro che improbabile imbatterci; perciò è necessario conoscere come comportarci in sua presenza. Ovviamente, la prima raccomandazione è starne a debita distanza: risalgono alla scorsa estate nostrane immagini di auto parcheggiate sopra grossi frantumi di tegole in eternit incoscientemente abbandonati a pochi passi dal mare. Il senso civico dovrebbe poi indurci ad adoperarci affinché quegli scomodi manufatti siano rimossi o, quanto meno, resi innocui.

L’amianto, per quanto esposto fin qui, non può essere considerato un rifiuto ordinario, pertanto è inutile “fare una telefonata” alla polizia municipale o all’azienda che si occupa della loro gestione: il suo trattamento è solo a carico di ditte specializzate che possono essere interpellate da chi preposto solo in seguito ad una denuncia scritta (il modello è scaricabile da http://www.moduli.it/esposto-denuncia-per-presenza-di-amianto-12061).

l nostro Comune aderisce alla campagna promossa da Legambiente: ‘Puglia Eternit Free’ (http://www.legambientepuglia.it/area-stampa/comunicati-stampa/545-presentata-puglia-eternit-free-la-campagna-di-informazione-sul-rischio-amianto): ciò facilita il compito, in quanto basta mettersi in contatto con il numero verde 800131026 per ricevere tutta l’assistenza del caso ed intascare fino a 5000 euro per ogni richiesta di intervento. Non spetta a noi differenziare l’amianto, ma la sua eliminazione può rendere la nostra città differente. Serve solo un po’ di buona volontà.

Campagna a cura del Comitato bene comune e Il giornale di Trani - settima puntata (sesta puntata disponibile qui)


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